A piedi sul cammino di Santiago

Ad un anno esatto dal loro viaggio a Santiago de Compostela e circa un millennio dopo quello dei primi viandanti che percorsero quelle strade, Manlio Caliri e Oscar Loiacono, hanno presentato, con il sostegno del Touring Club di Catania e del Master in Comunità Locali e Turismo Sostenibile della Facoltà di Lingue, il videoracconto del loro pellegrinaggio. Introdotto dal Presidente Beppe Stimoli e dal Preside Nunzio Famoso e arricchito dagli interventi della Professoressa Vincenza Milazzo, docente di Letteratura Cristiana Antica, e dalla Dottoressa Maria Teresa Di Blasi, Console Touring. Il video ha mostrato attraverso le immagini, le parole, le musiche evocative, una delle rotte più antiche dei viaggiatori: sentiero mistico, esoterico, d’espiazione, di salvezza o di bellezza, che è stato animato da persone d’ogni luogo e ceto sociale.
 
Già nel primo millennio dopo Cristo, tre erano considerate le mete sacre del Cristianesimo: il Santo Sepolcro di Gesù a Gerusalemme, la tomba di Pietro a Roma, i resti di Giacomo a Compostela.
Posta quasi ai confini del continente, la tomba dell’apostolo Giacomo (Santiago, in spagnolo) ha attirato fedeli e viaggiatori da ogni dove. Arrivano ai Pirenei, per vie diverse, per poi confluire in un unico percorso, il Cammino, che ancora oggi attraversa la Navarra, i Paesi Baschi, la Castiglia y Leon, le Asturie e la Galizia.
Lungo questa strada, nel Medioevo, si muovevano uomini e società: devozione e arte, pidocchi e pestilenze, briganti e principi che marciavano insieme fino ai confini della Terra allora conosciuta. Il sentire di fare parte di una lunga discendenza di viaggiatori aggiunge fascino e mistero a questo itinerario.
Almeno tre sono le ipotesi sull’origine del nome Compostela. Secondo alcuni significa “composta”, cioè ordinata, per la rete urbanistica lineare ed equilibrata che contraddistingueva la città. Secondo altri deriva dal latino “compositium” per via dell’antico cimitero cristiano che si trovava dove è poi sorta la cattedrale. La terza ipotesi farebbe derivare il nome dal latino “campus stellae” per la luminosità del cielo in quel punto che, con il bagliore delle stelle, fece scoprire a un vecchio eremita i resti di San Giacomo e fece meritare a quella strada il nome di “via lattea” sulla terra.
Di fronte all’impressionante afflusso di gente, si vide la necessità di dotare gli oltre ottocento chilometri di Cammino delle infrastrutture necessarie per fornire sostegno ai pellegrini: si costruirono ostelli, ospedali, cimiteri, ponti, chiese, monasteri, abbazie, un’infinità di piccoli paesi che costituiscono un’eredità storica e artistica di immenso valore. Uno dei più riusciti itinerari culturali, di turismo sostenibile, di ogni tempo. Uno dei caratteri fondamentali è dato proprio dalla creazione di percorsi ben segnalati, da indicazioni chiare ed efficaci, dai servizi forniti al viaggiatore.
I veri protagonisti di questo viaggio, come si vede nel video di Oscar e Manlio, sono i piedi: piedi allegri, piedi doloranti, piedi in scarponi da neve sui Pirenei, piedi in sandali da città che attraversano i centri urbani, piedi in calzini sui letti degli ostelli, piedi nudi quando a Finisterrae possono bagnarsi dentro all’oceano immenso.
Che ogni vero pellegrinaggio comincia dai piedi l’aveva già intuito Caravaggio, destando non poche critiche, quando, per la Chiesa di Sant’Agostino a Roma, dipinse la Madonna dei pellegrini rappresentando i due viandanti inginocchiati di spalle e con i piedi, sporchi di fango, in primo piano. Ma, nel Seicento come oggi, i piedi protagonisti sono ancora un tabù e qualche signore in sala si chiede, Come mai tutte quelle foto di piedi? La risposta forse è la più semplice, Perché è dal loro primo passo sul mondo che comincia ogni cammino. Poi, ci vuole tanta volontà ed energia. A piedi, a cavallo o in bicicletta; con le antiche insegne medievali (conchiglia, cappello e fiaschetta) o con le più moderne (zaino da trecking, impermeabile e borraccia): si può provare ad attraversare la Spagna per abbracciarne il Santo più famoso che, nella Cattedrale che porta il suo nome, dentro la statua lignea che lo rappresenta, aspetta il viandante a braccia aperte. Pellegrini e stranieri, come lo siamo tutti, di fronte alle cose che ancora non conosciamo, ma che ci attendono, in questa vita che è sempre cammino.                                                          


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