A Catania arrivano gli ispettori ambientali Proposta bipartisan dei consiglieri comunali

Lo hanno proposto in quattro consiglieri di maggioranza, ma hanno controfirmato il progetto un totale di 25 rappresentanti dei cittadini su 45, anche di opposizione. Si tratta del regolamento per istituire, anche a Catania, la figura dell’ispettore ambientale, un’esperienza di cittadinanza attiva che permetterà di coinvolgere i residenti nella tutela del decoro urbano. Gli ispettori, tutti volontari e non retribuiti, avranno mandato, da parte del Comune di Catania, di informare sul rispetto dell’ambiente, di prevenzione riguardo a comportamenti non rispettosi e di controllo del territorio da attuare con l’ausilio dei vigili urbani. La figura, già prevista nei Comuni etnei di Acireale, Adrano, Biancavilla e Mascalucia, è una novità assoluta per la città, soprattutto per il significato politico che assume una proposta di regolamento che viene dal consiglio e non dall’amministrazione di Enzo Bianco: è la prima volta da quando, un anno fa, la nuova assemblea cittadina si è insediata.

«La mia idea è che le regole si fanno insieme, il consiglio deve essere rappresentativo. Prendendo atto che l’amministrazione pubblica da sola non ce la fa a occuparsi di tutti i problemi, introduciamo un nuovo metodo di lavoro», spiega il primo firmatario dell’iniziativa, il vicepresidente vicario del consiglio Sebastiano Arcidiacono di Articolo 4. A firmare con lui la proposta sono stati anche Ersilia Saverino del Megafono, Niccolò Notarbartolo del Partito democratico e Giuseppe Catalano di Articolo 4, ma la proposta «è stata controfirmata dalla maggioranza del consiglio, siamo in 25: è come se in Parlamento avessero fatto una proposta di legge 400 deputati», commenta Arcidiacono.

Da destra i consiglieri comunali Catalano, Saverino, Notarbartolo, Arcidiacono, CAstiglione, Vullo e Coppolino

Adesso l’idea, che prevede che le figure di ispettore ambientale siano affidate «a dipendenti comunali, rappresentanti di associazioni o semplici cittadini», dovrà passare per l’iter istituzionale, ovvero ottenere i vari pareri tecnici legali e contabili, e poi arrivare nelle commissioni consiliari, che inviteranno «associazioni specializzate, come Rifiuti Zero Sicilia o Legambiente, a esprimere il loro parere. Presumibilmente, andremo al voto dell’aula sul regolamento a settembre», conclude Arcidiacono. Una prospettiva di tempi ottimistica, ma non troppo, considerato che tra i firmatari della proposta ci sono molti dei consiglieri più attivi: Francesco Sanglimbene (Fi), Massimo Tempio (Articolo 4), Salvatore Tomarchio (Misto), Francesco Trichini (Megafono), Giuseppe Castiglione (Grande Ct), Vincenzo Parisi (Grande Ct), Sebastiano Anastasi (Grande Ct), Ludovico Balsamo (Articolo 4), Carmelo Sofia (Bianco per Ct), Alessandro Messina (Misto), Antonino Vullo (Pd), Carmelo Nicotra (Articolo 4), Agatino Lombardo (Articolo 4), Carmelo Sgroi (Misto), Rosario Gelsomino (Megafono), Lanfranco Zappalà (Pd), Beatrice Viscuso (Articolo 4), Giuseppe Musumeci (Articolo 4), Riccardo Pellegrino (Fi), Giovanni Marletta (Articolo 4) e Carmelo Coppolino (Grande Ct).


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