Covid-19, la leghista Francesca Donato critica l’Ue «Contratti firmati favoriscono aziende e non gli Stati»

Senza certezze non si può obbligare la gente a vaccinarsi. Può essere sintetizzata in questo modo la posizione esternata di Francesca Donato, eletta all’europarlamento tra le file della Lega. La parlamentare, ieri, è stata intervistata da Radio Fantastica, all’interno della rassegna stampa e si è espressa sulla posizione già esternata dal segretario di partito, Matteo Salvini, a proposito dell’obbligo o meno della somministrazione del vaccino contro il coronavirus. 

«Io sono da sempre contraria all’obbligo e contraria a una mancanza di informazione completa verso anche chi sceglie di vaccinarsi – ha affermato Donato -. A mio avviso, come di importanti scienziati come Robert Malone che è stato tra coloro che hanno lavorato sui vaccini mRna, c’è l’assenza di una completa informazione. Non dimentichiamo che i vaccini sono autorizzati in via condizionata per uso di emergenza. Quindi l’approvazione e l’autorizzazione vera e propria è prevista per il 2023 a esito della sperimentazione, dei risultati delle somministrazioni attuali». Secondo l’eurodeputata leghista al momento non esiste un sistema di sorveglianza attiva che «in maniera efficace registri tutti gli effetti avversi e laddove si presentino dei casi fatali o di dubbia origine, prescrivesse tutti gli accertamenti necessari». La parlamentare del partito di Salvini, che è stata eletta nella circoscrizione Sicilia, ha poi citato l’infettivologo Massimo Galli in merito al fatto che «questi vaccini sono stati realizzati sul virus di Wuhan cioè sulla versione originaria che ormai è stata rimpiazzata dalle varianti, in particolare dalla cosiddetta Delta». Lo stesso Galli, tuttavia, ha spiegato come la copertura garantita dall’attuale vaccino è comunque da considerare «ottima» perché riduce di molto i rischi di finire in ospedale e soprattutto in terapia intensiva.

E mentre ogni singolo Stato cerca di organizzare alla meglio le misure per frenare o limitare i contagi, per Donato a mancare è stato anche un coordinamento europeo sulla pandemia. «La Commissione ha avuto un comportamento ambiguo – ha detto l’europarlamentare – Poco trasparente soprattutto in tema di sottoscrizione degli accordi, dei contratti con le case farmaceutiche. Le condizioni sono state vessatorie per gli Stati acquirenti e di tutto vantaggio per le aziende».


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