Peschereccio Nuova Iside, ci sono quattro indagati Domani i Ris esamineranno scafo della petroliera

Omicidio colposo, sommersione di nave e omesso soccorso. Queste le ipotesi di reato avanzate da parte della procura di Palermo nei confronti dei quattro indagati nell’inchiesta sull’affondamento del motopesca Nuova Iside. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati ai due ufficiali della petroliera Vulcanello appartenente al gruppo Mednav, il comandante e un dirigente della società Augustadue

Il peschereccio partito dal porto di Terrasini con a bordo tre uomini di equipaggio – Matteo, Vito e Giuseppe Lo Iacono – si è inabissato nella notte tra il 12 e il 13 maggio scorso nel tratto di mare compreso tra la costa di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, e l’isola di Ustica. In mano agli inquirenti ci sono i dati conservati dal sito Marine Traffic, da cui si evince che che negli istanti precedenti la tragedia la Vulvanello si trovava sulla stessa rotta del Nuova Iside. Particolare confermato dal tracciato radar e dalle indagini interne svolte proprio dalla società Augustadue

Dalle analisi effettuate sulla scatola nera della nave, è emerso inoltre che le due imbarcazioni sono entrate in contatto. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata effettuata anche per consentire a tutte le parti interessate di potere assistere, con propri esperti, all’accertamento tecnico irripetibile che verrà effettuato domani mattina dai Ris sulla petroliera, sequestrata e attualmente ormeggiata al porto di Augusta

Il reparto speciale procederà all’esame dello scafo, anche sotto il livello del mare per verificare la presenza o meno di elementi utili alle indagini. Frattanto, proseguono le ricerche del relitto del motopesca e del corpo di Vito Lo Iacono, di 26 anni. Il mare nelle scorse settimane aveva restituito i cadaveri di Matteo e Giuseppe, individuati a poche miglia dall’isola di Ustica.


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