Votare o non votare: that is the question

In questi conclusivi caldi giorni pre-referendum si è parlato molto delle posizioni prese dai vari schieramenti politici, dalla Chiesa, dagli studiosi, intellettuali, scienziati, artisti e dalla gente comune. Si sono mobilitati tutti per far prevalere, nel bene o nel male, le proprie motivazioni. Il fronte del SI e quello dell’astensione si danno battaglia su argomenti scottanti. Cerchiamo di capire i perchè della spaccatura.

La redazione ha deciso di riunire qui tutti gli articoli e le interviste realizzate sull’argomento.

Anzitutto la legge 40. La legge in oggetto esclude la fecondazione eterologa, limita la fecondazione assistita alle coppie eterosessuali in età fertile e solo in presenza di accertata sterilità o infertilità, vieta il congelamento degli embrioni; assicura i diritti del concepito ma costringe la madre a subire l’impianto anche degli embrioni malati; vieta la ricerca scientifica sugli embrioni; ammette l’obiezione di coscienza.

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Per comprendere le ragioni del SI ci siamo rivolti a uno dei firmatari dell’appello degli scienziati italiani per i 4 Sì al referendum, il professor Vito De Pinto, l’unico docente di Biologia molecolare attivo nell’Ateneo catanese.

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Per chiarire le ragioni di coloro che sono a favore dell’astensione al voto, abbiamo ascoltato le motivazioni, dal punto di vista giuridico, del Preside della Facoltà di Giurisprudenza, nonché illustre esperto di Diritto Costituzionale, prof. Luigi Arcidiacono.

Abbiamo inoltre intervistato Giusi Bruno, ginecologa, sessuologa e mamma affidataria, per farci dare delle delucidazioni, in parte anche dal punto di vista medico-scientifico, su questa tanto discussa “legge 40”.

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Infine l’opinione degli studenti in un sondaggio condotto tra le mura del Monastero dei Benedettini.

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