Differenziata flop a Ragusa, tasse in aumento Legambiente denuncia: «Colpa della ditta»

Gli obbiettivi della raccolta differenziata vengono mancati dalla ditta che ha l’appalto e il Comune dovrà ricorrere a breve allo smaltimento in un’altra discarica fuori provincia per la chiusura di quella più vicina. Succede a Ragusa, dove Legambiente ha denunciato al commissario comunale Margherita Rizza un aumento della spesa di circa un milione di euro all’anno. Con l’avvicinarsi della chiusura della discarica di Ragusa, entro la prossima primavera i rifiuti della città – oltre a quelli di Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso Almo – dovranno essere conferiti in quella di Motta Sant’Anastasia, con una maggiorazione delle tasse di ogni singola famiglia di circa 35 euro. L’aggravio dei costi di smaltimento stimato è di circa il 40 per cento rispetto all’attuale tariffa del sito ragusano.

«Questa situazione sarà destabilizzante per il bilancio del Comune di Ragusa», denuncia l’associazione ambientalista. Il danno economico è causato dai «disastrosi risultati di raccolta differenziata e dall’incapacità della Regione siciliana di governare il sistema di gestione dei rifiuti», continua la nota ufficiale inviata al commissario. Una situazione, sostengono, sulla quale avrebbe dovuto vigilare l’ex sindaco Nello Di Pasquale, candidato all’Assemblea regionale e dimessosi lo scorso 30 agosto.

Una soluzione per rientrare nelle spese ed evitare pericolosissimi virtuosismi nei bilanci comunali ci sarebbe: rivalersi sulla ditta, colpevole – per i membri di Legambiente – di aver fallito gli obiettivi nel porta a porta. «Unico modo per evitare questo aumento è il recupero delle somme, pari a due milioni di euro, che la ditta Busso – la società impresa ecologica Busso Sebastiano srl, ndr – deve al Comune di Ragusa per aver mancato gli obiettivi di raccolta differenziata e aver conferito in discarica più rifiuti del previsto».

 

[Foto di croccodilla]


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