Catania-Reggina 1-0, chi sale e chi scende Rizzo è gladiatore in mezzo, Lodi non gira

Il Catania vince, ma non convince affatto. Una giovane e volenterosa Reggina, infatti, è battuta soltanto a tre minuti dalla fine grazie al tocco sotto porta di Marotta, facilitato dalla topica dell’estremo difensore calabrese. A spiccare, in una gara in cui i grandi solisti hanno deluso, è Giuseppe Rizzo, gran padrone del centrocampo. 

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Giuseppe Rizzo: Sbaglia qualche pallone di troppo nella ripresa, vero. Ma nel primo tempo è assolutamente irresistibile: grinta e vigoria fisiche da vendere, Rizzo riesce praticamente da solo a tenere la mediana rossazzurra, in una giornata in cui Biagianti è più timido del solito. Giocatori come lui, in Serie C, servono come il pane

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Luigi Scaglia: l’esperto giocatore di fascia, ex Brescia e Parma, mette in mostra la sua probabilmente miglior prestazione in maglia rossazzurra. Buone le sue continue scorribande sulla fascia sinistra: ottima la conclusione che al 20′ chiama alla parata Confente, bello il cross su cui Marotta si addormenta nel finale della prima frazione. Un calciatore ritrovato

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Davis Curiale: il suo ingresso, allo scoccare dell’ora di gioco, ravviva improvvisamente il Catania, dando anche più coraggio a Marotta. La sua presenza nell’area avversaria è un riferimento importante: lui fa anche altro, arretrando e dando man forte per far ripartire l’azione. Si ha l’impressione che il numero 11 rossazzurro dovrebbe giocare di più

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Alessandro Marotta: la rete siglata a zero centimetri dalla linea di porta non può cambiare una valutazione estremamente negativa. Non basta lottare e correre a perdifiato tutto il match: un attaccante dev’essere lucido sotto porta in primis, facendo così la reale differenza. A fine primo tempo sbaglia una rete che sembrava già fatta: nella ripresa sbuccia di testa un gran suggerimento di Curiale. Dovrebbe, forse, dannarsi meno l’anima nei ripiegamenti e a pressare gli avversari, per sperare di essere più efficace

Flop

Francesco Lodi: il numero 10 rossazzurro, purtroppo, cammina in campo. Poche idee, eseguite fra l’altro a un ritmo da moviola umana. Forse, il fantasista napoletano avrebbe bisogno di un turno di riposo, per ritrovare una brillantezza fisica che sembra latitare. Senza mobilità, nel calcio, non si va lontani

Flop

Maks Barisic: tanta corsa, molto movimento, ma doti tecniche che purtroppo ne limitano l’efficacia, Tanti, troppi controlli di palla sbagliati, tante palle gestite male, una buona occasione a inizio partita che poteva trovare miglior sorte. Servirebbe altro, forse, sulla fascia destra offensiva del Catania


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