ANACASMO, fotografia, musica, poesia

 

Titolo: ANACASMO fotografia – musica – poesia

Artista: Roberta Baldaro

Sede: Galleria ARTECONTEMPORANEA via Firenze 184, Catania

Apertura: tutto il mese di aprile 2004 – da martedì a sabato – h 17/20

 

 

 

All’interno della molteplicità cangiante nella quale siamo immersi ogni giorno, il flusso del quotidiano vivere si presenta agli occhi di tutti noi come continuo bombardamento di immagini piene della loro artificialità e illusorietà, di realtà percepita in maniera labile, fatta di anacronismi giunti attraverso le particolarità delle piccole cose.

Azioni, linguaggi, suoni, pensieri, emozioni, rappresentano quel filo conduttore verso il quale si indirizza il nostro personale sentire in rapporto con l’esterno.

Nell’ itinerario che ci accompagna lungo la quotidianità, il modello artistico (qualora se ne riscontrasse uno) si fa sempre più esigente di fronte allo smontamento dell’ordine percepito dalla mente. In questo senso le possibilità offerte dal raziocinio, strettamente legate all’opera dell’artista, che ne fa un uso personale nell’immediata collocazione di fenomeni apparentemente slegati fra di loro, diventano indispensabili per placare le tensioni interne dell’individuo.

 

Cosicché, poeticità calmante e ricerca coscienziosamente attenta fanno dell’opera di Roberta Giordano quel continuo (s)legarsi di soluzioni da presentare di volta in volta davanti ai tormenti della psiche. Piccole angoscie quotidiane che circondano il nostro sentire/vivere il più delle volte senza neanche essere consapevoli del perché dell’afflizione che ne subiamo. In tal senso la poetica fotografica della giovane artista catanese  crea uno spiraglio dal quale si può scorgere ciò che a noi non è sempre possibile vedere, ciechi di fronte all’ apparente continuità e normalità degli eventi.

Spiraglio che si mostra lungo 7 metri, tanti ne sono bastati alla Giordano per allestire una composizione (la sua prima personale) che fa della fotografia monocromatica lo strumento appropriato per esorcizzare l’alternanza fra luce ed ombra, fra bianco e nero, propria di quegli stati d’animo ambigui, disagiati, che prendono corpo dall’ ansia che li/ci attanaglia.

 

ANANCASMO. Così si chiama l’ exursus atemporale degli eventi e delle cose che, come dice l’ autrice, “ sono rapresentati, smontati e  nuovamente risistemati dall’ occhio fotografico secondo il desiderio, inevitabilmente deluso, di mettere ordine all’ interno del caos”.

Un tentativo di conoscere la propria esistenza e i turbamenti in essa insita che in ultima analisi diventa “ impossibilità nel gestire tensioni interne che si fanno via via sempre più conturbanti” spiega  l ‘artista. E aggiunge: ” lavoro su me stessa, sui miei disturbi d’ ansia che vengo a decostituire attraverso l’ analisi degli oggetti che mi circondano” e indica un’ opera nella quale è fotografata una serie di carrelli per supermercati così come li vediamo di solito: tutti in fila, incastonati uno dopo l’altro, visti solo per metà, dal basso verso l’alto, in un ritmo longitudinale che sembra arrestare gli intrecci interni dati dal rapporto di ruote e montature metalliche.

 

Anche la scelta del brano musicale che segue l’ esposizione è collegata a quel rumore psichico che si scopre in echi imprevedibili e seriali che fanno parte delle nostre “presenze naturali”, di uso quotidiano, dalle quali è impossibile sottrarsi.

Una narrazione che prova a dialogare con un linguaggio che unifica ciò che è amorfo,estraneo,ma pur sempre appartenente a noi, conferendogli criterio e regolare presenza nella vita di tutti i giorni. 


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