«Niente di preciso, in fondo solo emozioni»

«Sono sola qui, sono solo un luogo senza tempo e senza indirizzo, senza ricordi e senza storia …».
Ritenevo fosse più semplice buttar giù un pezzo di recensione nei confronti di una mostra fotografica, ma il lavoro che mi si è messo davanti si è rivelato più complicato del previsto.

In via San Michele a Catania, una nuova goccia di luce apre le porte all’arte. Un piccolo spazio dal nome “eQuidè” si propone come possibile punto di partenza per un progetto più ambizioso: quello di integrare arte e lavoro (che non sia necessariamente di stampo artistico). Ed è questa la linea di pensiero con cui Raffaella mi illustra il proprio sogno, che, con un po’ di coraggio inizia ad uscire dal cassetto.

Attualmente, e per circa un mese, il negozio ospita una mostra fuori dal classico standard che a Catania siamo abituati a visitare, sia, appunto, per la locazione che dal punto di vista concettuale.
Due artisti, due campi apparentemente lontani, fotografia e narrativa, ma uno sguardo che s’intreccia verso un’unica direzione. Loro, Santo Mangiameli (fotografo) e Sandra Quagliata (scrittrice), entrambi appartenenti alla nascente agenzia foto giornalistica “Neda Free Reports” (di cui fa parte anche chi scrive) lo concepiscono come «lo sguardo incantato», che poi è anche il titolo della mostra.

Dunque in un viaggio fatto di racconti e immagini si aprono porte verso tematiche differenti: amore, disillusione, finzione, nascita e morte, sogno e realtà, consapevolezza, sfruttamento e ipocrisia, ricerca d’attenzione ed accettazione, ricordi, disperazione, istante e eternità, sensazione, tempo, vita e gioco. Questi sono solo alcuni dei fili di Arianna all’interno di un labirinto fotografico.

Sicuramente uno degli elementi colti a primo acchito è l’importanza dei dettagli e dei particolari, che ad occhi e menti non allenati potrebbero non essere capiti. Indubbiamente, il  nodo da cui dipanano i fili è il tentativo di cogliere un istante, un’emozione, un invisibile, per dargli voce e poter essere ascoltato anche da chi non si è mai accorto della sua esistenza. Indubbiamente riuscito.


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