SabirFest allarga i confini per la quarta edizione Organizzatori: «L’ospitalità è pratica quotidiana»

Si svolgerà contemporaneamente a Catania, Messina e Reggio Calabria la quarta edizione di SabirFest Cultura e cittadinanza mediterranea, festival che ruota attorno ai temi di conoscenza, libertà, solidarietà e diritti e che si pone come obiettivo principale quello di riportare il Mediterraneo a essere uno spazio di crescita culturale e di partecipazione sociale.

È proprio questa la novità principale di questa edizione, che vede l’evento nato nella città peloritana e riproposto con successo alle falde dell’Etna, approdare per la prima volta a Reggio Calabria. «Dal 2014 – spiegano dall’organizzazione – nello spirito del sabir, lingua franca che fino all’Ottocento si parlava nei porti e sulle imbarcazioni del Mediterraneo, cerchiamo di porre l’attenzione non solo sul nostro mare, ma anche su paesi e popoli che lo abitano». Sia che si tratti di ospiti, sia che siano ospitanti, come emerge dal sottotitolo scelto provocatoriamente per l’edizione che sarà a Catania dal 5 all’8 ottobre

«Scortesie per gli ospiti indica la necessità di passare dalla parole ai fatti – sottolinea Biagio Guerrera, presidente dell’Associazione Musicale etnea – dall’idea nobile ma spesso astratta di solidarietà, alla pratica difficile e quotidiana dell’ospitalità». Guerrera ricorda poi «una bella citazione» di Edmond Jabès: «Al di qua della responsabilità, c’è la solidarietà. Al di là, c’è l’ospitalità».

Fulcro dell’evento resta la mostra-mercato Sabirlibri, con sede al Palazzo Platamone, che darà l’opportunità a tanti editori di condividere col pubblico, anche giovanissimo, i propri titoli e le novità intorno al tema Mediterraneo. Non mancheranno poi appuntamenti e conversazioni con scrittori, registi, giornalisti e artisti di diverse nazionalità, che per quattro giorni intratterranno i catanesi con letture, laboratori, cinema, teatro e musica tra piazze ed edifici storici della città. In programma anche incontri con studenti, installazioni, mostre, reading di poesie e tavole rotonde sul tema dell’ospitalità, l’argomento portante di questa edizione.

«Oggi stiamo vivendo una guerra globale che muove culture e religioni l’una contro l’altra – aggiunge Guerrera – delude la lotta di molte persone per la libertà e la giustizia nel nome della stabilità, della crescita e degli interessi nazionali, spinge intere famiglie a fuggire dalla disperazione e pone esseri umani e natura in opposizione, il fronte più caldo di questa guerra corre attraverso il Mediterraneo».

Aperta al dialogo tra cittadini e attivisti di tutto il mondo è invece la sezione Sabirmaydan, un vero e proprio forum che si concenterà sul Manifesto per la cittadinanza mediterranea. Quest’anno verrà discusso in pubblico in vista della prima stesura con l’obiettivo di descrivere «il Mediterraneo che vogliamo vedere nel prossimo futuro».


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