Donna Franca, il ritratto ancora all’asta Un’iniziativa perché non lasci Palermo

Bilanci, dubbi, chiarimenti e proposte: questo è il sunto di quanto accaduto stamattina a Palazzo delle Aquile all’incontro sull’iniziativa #riportiamoacasaFranca, la campagna di sensibilizzazione e crowdfunding partita dai social network finalizzata all’acquisto del ritratto di Donna Franca Florio, il dipinto realizzato nel 1924 da Giovanni Boldini e oggi all’asta in attesa di nuova collocazione, dopo aver dimorato per anni a Villa Igiea. All’assemblea, oltre ai cittadini, ha partecipato anche Costanza Afan De Rivera, nipote di Franca Florio e tra i principali promotori dell’iniziativa.

Per riportare a casa la bella Franca, finora sono stati raccolti ottomila euro, a fronte dei 750 mila di base d’asta del dipinto che, in questi giorni, è esposto al Complesso del Vittoriano di Roma nell’ambito della grande retrospettiva dedicata a Boldini. Ma la visibilità del quadro sembra non abbia avuto incidenza sulle vicende della vendita, dato che il primo mese di asta si è concluso senza offerte e la prossima sarà battuta il 28 aprile.

Durante l’incontro sono state avanzate proposte per promuovere l’iniziativa, come il lancio di campagne mediatiche che vadano oltre i confini dei social network, o il coinvolgimento di personaggi noti nel mondo della cultura che possano fare leva sul vasto pubblico, oltre al già noto contributo da parte del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Ma soprattutto, è emersa la necessità, da parte dei partecipanti all’assemblea, di avere maggiori delucidazioni sull’accessibilità e il funzionamento della piattaforma del crowdfunding – al sito www.generosity.com –, in modo da agevolare anche chi non ha molta dimestichezza con Internet ma vuole contribuire con una donazione.

Sulla necessità di appellarsi direttamente ai palermitani, così commenta Costanza Afan De Rivera: «Le istituzioni non hanno fondi per acquistare il dipinto. In molti mi dicono: “Palermo Capitale della Cultura avrà il milione di euro da spendere in cultura”. In varie iniziative culturali, certo, ma non solo per comprare un quadro. Pensate a cosa potrebbe pensare la cittadinanza se si spendesse questa cifra per il suo acquisto, con tutte le cose che ci sono da fare in città. Malgrado sia stata fatta un’interpellanza a Crocetta – continua Donna Costanza –, ancora stiamo aspettando una risposta dalla Regione, e la sovrintendenza ha dichiarato di non avere fondi. Ecco perché ci siamo rivolti ai cittadini. Questa è una battaglia cittadina, il quadro è di tutti noi».


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