Sindrome Down, parte la Carovana dei diritti «Maggiore conoscenza da bambini e adulti»

Sono circa duemila le persone coinvolte nel progetto La Carovana dei diritti, tra studenti (1100), insegnanti (250, formati appositamente su come sviluppare un confronto tra i ragazzi e le ragazze sul tema dei diritti) e genitori-educatori (500), informati su alcuni temi riguardanti l’inclusione sociale. Hanno aderito circa 250 associazioni, otto le scuole che partecipano all’iniziativa. Questi i numeri della Carovana dei diritti, iniziativa voluta dal Garante per l’Infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo, Pasquale D’Andrea: da stamattina un pulmino attraverserà Palermo, con a bordo, i ragazzi dell’Associazione Famiglie persone down, che presenteranno alcuni video, intratterranno i loro coetanei e non con testimonianze e animazioni e illustreranno agli studenti della quinta elementare e della prima media i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza inseriti all’interno della Convenzione Onu. 

Il Pulmino dei Diritti affronterà, inoltre, tre temi specifici: l’affido, la dislessia e la sindrome down, scelti in base ad un’indagine conoscitiva del territorio affrontata in precedenza. Il percorso durerà due mesi, al termine dei quali si terrà la presentazione dei risultati, con lo scopo di dare un quadro dettagliato del livello socio culturale della città.

Saranno coinvolte le scuole nel territorio delle otto circoscrizioni della città. Ognuno dei ragazzi affetti dalla trisomia 21 ha scelto a piacere un punto da affrontare insieme agli alunni degli istituti. Al termine del percorso, in ciascuna delle scuole che partecipano al progetto saranno nominati i Piccoli ambasciatori dei diritti. «La Carovana dei Diritti – afferma D’Andrea – coinvolgerà attivamente anche gli educatori, i genitori e gli insegnanti. Tra percorsi informativi, incontri di formazione e l’apertura di sportelli tematici, contiamo di raggiungere un ampio numero di cittadini. Uno dei problemi riscontrati è proprio quello dalla mancanza di conoscenza dei diritti, non solo da parte dei bambini e delle bambine, ma anche degli adulti».

Il progetto è partito dalla scuola Sperone – Pertini. «Quattro anni fa – dichiara la dirigente dell’Istituto Comprensivo, Antonella Di Bartolo – si registrava un tasso di dispersione scolastica pari al 27 per cento passato dopo due anni al 3,6 per cento e assestandosi progressivamente intorno al 3,3 per cento. Obiettivo primario è stato quindi restituire e garantire ai ragazzi il diritto all’istruzione».


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