Turismo, musei cittadini chiusi per Sant’Agata Su 13 strutture unico aperto è Castello Ursino

Ogni anno la festa di Sant’Agata richiama a Catania turisti da tutte le parti del mondo e, per l’occasione, tutti i musei cittadini – tranne uno – sono rimasti chiusi, almeno nel pomeriggio di oggi. Fatto che ha fatto storcere il naso a molti soprattutto perché oggi, prima domenica del mese, l’ingresso ai musei è, in tutta Italia, a prezzo ridotto. Nonostante i diversi eventi organizzati dal Comune per la settimana delle festività agatine, l’ente non ha optato per l’apertura straordinaria di quei siti culturali del proprio territorio sebbene abbia previsto un ingente flusso di visitatori in città. Molte delle strutture di questo tipo di Catania solitamente la domenica hanno l’ingresso sbarrato, come giorno di riposo mentre altre osservano l’orario dimezzato, restando aperte al pubblico fino a ora di pranzo. Dal controllo effettuato da MeridioNews, nel pomeriggio di oggi, l’unico museo fruibile è risultato il Castello Ursino. «Credo siamo gli unici, gli altri saranno tutti chiusi», spiega un operatore del bene monumentale. Aperto pure l’ex monastero dei Benedettini, sebbene non sia proprio un museo.

I musei del territorio catanese sono in totale tredici e sono quello di Zoologia curato dall’università degli studi di Catania, quello Diocesano-Belliniano, l’Emilio Greco, il Paleontologico, il Tattile-Borges, il Mogam di San Giovanni Galermo. E ancora, il museo delle Sculture e della pietra lavica, la Casa natale di Giovanni Verga, il museo del Mare e della pesca e quelli dello Sbarco e del Cinema. Sulla porta d’ingresso di queste ultime due esposizioni, ospitate all’interno del Centro fieristico Le Ciminiere, i turisti stamattina hanno trovato due fogli che ne annunciavano la chiusura per tutta la giornata di oggi. Pioggia di critiche sui social network, ospitati perlopiù nella pagina Facebook Inciviltà a Catania. «Ecco perché non ho gioito alla notizia della gestione comunale della succursale del Museo Egizio di Torino», scrive Alessandro. «Che senso hanno oltre 500mila euro di investimenti comunali per la festa se poi si chiudono musei? Il turismo a che serve?», domanda un altro utente. 

L’amministrazione ha impiegato circa 415mila di fondi provenienti dalla tassa di soggiorno per organizzare la festa di Sant’Agata di quest’anno. Alle porte della consegna del programma ai consiglieri comunali, il presidente del Comitato per i festeggiamentiFrancesco Marano, aveva dichiarato alla commissione consiliare al Bilancio: «Per il 2017 stiamo cercando di razionalizzare in una settimana, quella che va dal 28 o 29 gennaio fino al 6 febbraio, gli eventi culturali più importanti che saranno tanti – spiega Marano – Così da potere creare un pacchetto di appuntamenti in grado di attrarre i turisti». Dialogando con «tour operator, agenzie di viaggio e compagnie aree». Questo pomeriggio, dalle verifiche effettuate da MeridioNews, a risultare irreperibile è stato anche l’ufficio per le informazioni turistiche di via Vittorio Emanuele.


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Sono circa 415mila euro i soldi della tassa di soggiorno impegnati dal Comune per la manifestazione. Ragion per cui, sui social network, alcuni cittadini hanno sollevato il caso dell'impossibilità di visitare mostre ed esposione. Anche perché la prima domenica del mese il prezzo d'ingresso è ridotto

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