Migranti, arrestati sei trafficanti di esseri umani Minori costrette a prostituirsi dopo arrivo in Italia

Sbarcavano in Sicilia e finivano a Padova, dove si trovava l’organizzazione criminale che li avviava alla prostituzione. Vittime diverse migranti, alcune anche minorenni, che venivano raggirate con la promessa di un lavoro, per poi invece finire in strada. 

Il gip del Tribunale di Padova ha convalidato il fermo di sei persone, tutte di nazionalità nigeriana, accusate di tratta di persone e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per due l’accusa è anche di traffico di stupefacenti. Coinvolta anche una donna, per la quale non è stata prevista la custodia in carcere perché madre di una bambina di pochi anni. 

Gli arrestati sono Mondey Idhen, di 37 anni, Godmin Idehen, 37 anni, la moglie Osazee Egbenayaliya, di 29 anni, ai quali è contestato il reato associazione per delinquere, tratta di connazionali, anche di minore età e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per la coppia era stato emanato dal Belgio anche un mandato di cattura europeo. Fermati poi anche Usas Harison, di 31 anni, Lucky Aiyeki, di 35 anni, e Nosa Uriah, di 25.

L’inchiesta, denominata Broken chains, è iniziata dopo l’arrivo nell’hotspot di Pozzallo, a maggio dello scorso anno, di una migrante minorenne che aveva raccontato di essere stata portata in Italia da un gruppo di trafficanti di essere umani. Secondo la Procura, l’organizzazione fungeva da terminale per l’Italia e il Nord Europa. I guadagni sarebbero stati reinvestiti per favorire l’arrivo di altre ragazze dalla Libia. Anche in questo caso, la costrizione avveniva con minacce nei confronti non solo delle vittime ma anche dei loro familiari e pure attraverso riti voodoo


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