Nebrodi, il business della macellazione clandestina Cinquanta indagati, ci sono anche veterinari dell’Asp

«C’è una filiera e niente è lasciato al caso», così il dottor Vincenzo Di Marco Lo Presti, presidente della commissione d’inchiesta sulla macellazione clandestina in Sicilia voluta dal presidente Rosario Crocetta, spiegava a MeridioNews qualche settimana fa. Oggi nella zona dei Nebrodi scatta l’operazione della polizia di Stato sulla filiera illegale di enormi quantitativi di carne adulterata, e quindi pericolosa, destinata al consumo. Cinquanta gli indagati, 33 le misure cautelari. Coinvolti veterinari dell’Asp di Sant’Agata Militello. Indagati anche l’attuale sindaco di Floresta, Sebastiano Marzullo, in qualità di veterinario dell’Asp; il sostituto commissario di polizia di Tortorici, Vincenzo Saporito e il comandante dei vigili urbani di Alcara Li Fusi, Nicolò Oriti Titi. 

L’operazione, denominata Gamma interferon, è stata condotta dalla polizia del commissariato di Sant’Agata di Militello, coordinata dal procuratore di Patti Francesco Bonanzinga. L’attività illegale parte dal furto del bestiame: secondo i dati della commissione d’inchiesta regionale solo nella provincia di Messina, nel 2015-2016, risultano smarriti quasi 30mila ovini e seimila bovini. Animali che poi vengono maltrattati, uccisi e macellati clandestinamente, fino alla vendita al pubblico della carne considerata pericolosa e ad alto rischio per la trasmissione di malate infettive, come la tubercolosi. 

Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari, emesse dal Gip Andrea La Spada, ci sono allevatori e macellai, ma anche medici veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Sant’Agata Militello, ciascuno con un ruolo preciso nell’organizzazione della filiera clandestina delle carni, parallela a quella certificata. Tra le 33 misure cautelari, due persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e nove da ordinanza ai domiciliari. Sono stati notificati 18 obblighi di dimora, una persona è stata raggiunta da divieto di dimora e sono tre i veterinari sospesi dall’esercizio di pubblico ufficio. 

Ecco i nomi degli indagati raggiunti da misura cautelare:

Misura cautelare in carcere:
Salvatore Biagio Borgia
Nicolino Gioitta

Misura cautelare agli arresti domiciliari:
Tindara Ferraro
Carmelo Ferraro
Giacomo Tindaro Minone Agostino
Carmelo Gioitta
Antonino Pinto Ravì
Fortunata Grasso
Sebastiano Runzo Calanni
Antonino Calanni
Salvatore Inferno Artino

Misura dell’obbligo di dimora:
Sebastiano Mammamica Conti
Carmelo Massaro Galati
Giancarlo Fontana
Antonino Treonze Faraci
Antonino Calcò
Giuseppe Labruzzo Calcò
Giovanni Girbino
Claudio Aurelio Paterniti
Nicola Ciaramira Faraci
Vincenzo Maenza
Tommaso Blandi
Giuseppe Oddo
Nicolò Calanni
Luigi Vieni
Filadelfio Vieni
Sebastiano Musarra
Salvatore Musarra

Misura di divieto di dimora:
Alberto Paterniti

Sospensione dell’esercizio di pubblico ufficio:
Nicolò Maimone
Carmelo Scillia
Onofrio Giglia


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