Forestali, Crocetta: «Puliscano i siti archeologici» Funzionario: «Esiste già una legge da 20 anni»

Utilizzare i forestali per la manutenzione straordinaria di parchi e aree archeologiche. È questa la volontà della Regione, per migliorare lo stato di diversi siti che, pur essendo tra le attrazioni più visitate dai turisti, versano spesso in condizioni non ottimali. Ad annunciare stamattina la misura è stato il governatore Rosario Crocetta. «Mi indigno quando apprendo che i parchi archeologici, come quello di Siracusa, sono invasi dalle sterpaglie. Invece di lamentarsi per la mancanza di fondi, i responsabili chiedano al dipartimento ai Beni culturali l’invio dei forestali», ha detto il presidente della Regione. 

Da parte di Crocetta, che negli ultimi mesi è entrato spesso in polemica diretta con i forestali, qualcosa di più un annuncio e la promessa di intervenire già a partire dall’inizio della prossima settimana. «Lunedì informerò il dipartimento, farò una circolare ad hoc. Abbiamo 24mila unità, altro che assenza di fondi», ha rilanciato il governatore senza specificare se la comunicazione avverrà proprio il 25 aprile. Intanto un segnale d’approvazione arriva dall’assessorato ai Beni culturali, guidato da Carlo Vermiglio: «Sposiamo in toto le parole del governatore – fa sapere l’assessore -. I forestali possono benissimo occuparsi di ripulire dalle sterpaglie i siti archeologici».

Sui fondi da utilizzare non ci sono ancora notizie certe. «La circolare deve essere ancora fatta – continuano dall’assessorato -. È probabile che vengano usate risorse dell’assessorato all’Agricoltura, trattandosi di forestali, ma è una questione secondaria. L’importante è che si mettano in campo le forze che la Regione possiede già per migliorare il patrimonio culturale e archeologico della Sicilia». Una battuta, poi, sulla possibilità che ai forestali possa toccare anche la pulizia di uffici e servizi igienici dei parchi: «Credo che per quello ogni ente ci pensi già da sé nella quotidianità, qui parliamo di manutenzione straordinaria».

A rilanciare la possibilità di rivalutare il ruolo del personale della forestale all’interno dell’organigramma regionale è anche Gaetano Guarino, funzionario del relativo dipartimento. «Sono almeno 14mila le unità con la qualifica di bracciante – spiega – e pensare a un loro impiego per tutto ciò che riguarda la pulitura e il recupero di luoghi, che non siano soltanto boschi, è logico. Una legge del 1996, peraltro, prevede anche per i Comuni di stipulare convenzioni con i forestali per la gestione di parchi e ville». 

Guarino è tra quelli che ritengono che la levata di scudi contro i forestali sia stata esagerata, forse anche strumentalizzata. «Ho la sensazione che si lavori per smembrare questo corpo – commenta il funzionario -. Condannati per mafia? Le mele marce esistono in tutta la pubblica amministrazione, e qui parliamo di persone che a volte ci lavorano per 50 o 70 giorni. Rimango dell’opinione che chi lavora per le istituzioni debba essere trasparente, questo però – aggiunge – non significa che tutti i forestali siano persone che non vogliono lavorare». L’esperimento proposto da Crocetta non sarebbe una prima assoluta. «È stato già fatto a Selinunte – conclude Guarino -. E a Capo Gallo, dove sono stato direttore della riserva, abbiamo ottenuto ottimi risultati, recuperando una trazzera del Cinquecento che era scomparsa sotto le sterpaglie». Anche Maurizio Grosso, segretario del sindacato dei forestali, sposa la proposta: «Siamo assolutamente disponibili – dichiara – lo abbiamo già fatto in passato e nella nostra proposta di riforma del settore, diventerebbero attività di competenza ordinaria».


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