Roberto Barbagallo commenta la proposta di accorpare gli istituti di assistenza cittadini, per venire incontro ai dipendenti che non percepiscono stipendi da oltre 20 mesi. E rivendica la richiesta di estinguere il Santonoceto e il Pennisi Alessi, per assorbirne il patrimonio immobiliare: «Verrebbero aperti ai cittadini»
Ipab Acireale, il sindaco replica ai Cinquestelle «Populismo, fusione non aiuta Oasi Cristo Re»
Facile populismo. Bolla con queste parole il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, la proposta del Movimento 5 stelle di accorpare gli ipab della città al fine di ricavare risorse per venire incontro ai lavoratori dell’Oasi Cristo Re, che non prendono stipendi da oltre 20 mesi. La situazione finanziaria dell’unico istituto pubblico di assistenza e beneficenza che offre servizi sanitari, infatti, è parecchio deficitaria per via di una normativa non più al passo con i tempi. Legge che di fatto impedisce all’ente di sostenersi economicamente, a danno dei dipendenti.
Tuttavia, unire i patrimoni dell’Oasi Cristo Re con quelli del Santonoceto e del Pennisi Alessi – gli altri due ipab che vantano bilanci in attivo, non dovendo affrontare le spese derivanti dall’offrire assistenza socio-sanitaria – per Barbagallo non sarebbe una soluzione. «La fusione non risolverebbe il corto circuito venutosi a creare all’Oasi Cristo Re, causato dall’abbattimento della retta dell’Asp e dal taglio delle risorse della Regione. Bisogna essere realisti e non scadere nei facili populismi», dichiara il primo cittadino.
Dal canto suo, il sindaco rivendica la puntualità con cui il Comune di Acireale «ha sempre fatto il proprio dovere», facendo riferimento alla disposizione dei pagamenti che i singoli Comuni debbono fare come quota di compartecipazione per gli assistiti accolti nella struttura. «La fusione potrebbe essere utile solo a tamponare temporaneamente la situazione – continua Barbagallo – nella prospettiva non della vendita, difficilmente fattibile, ma della svendita del patrimonio immobiliare dell’Ipab Pennisi Alessi e dell’Ipab Santonoceto. Tenendo bene a mente – prosegue il sindaco – che la circolare regionale prevede che solo il 30 per cento del ricavato potrebbe essere devoluto al pagamento degli stipendi dei dipendenti».
Il primo cittadino è poi tornato sulla richiesta – resa nota da MeridioNews – del Comune di estinguere sia il Santonoceto che il Pennisi Alessi, assorbendone il patrimonio. Una possibilità che ha scatenato la reazione del M5s, che accusa l’amministrazione Barbagallo di ambire agli immobili per fare cassa, dimenticandosi del destino dei dipendenti dell’Oasi Cristo Re. «È quanto meno auspicabile – commenta il sindaco – che un patrimonio immobiliare di enorme valore artistico architettonico diventi patrimonio della città di Acireale». Barbagallo ha poi assicurato che, nel caso in cui gli immobili passassero al Comune, verrebbero rifunzionalizzati e aperti.
A storcere il naso, davanti a tale richiesta, non era stato però soltanto il Movimento 5 stelle. Nei giorni scorsi, anche il commissario straordinario dell’ipab Santonoceto, Santo Primavera, ha replicato al sindaco: «Non è vero che non svolgiamo alcuna attività socio-assistenziale. Ci occupiamo, infatti, anche di due centri anziani e in parte del convitto dell’istituto Spirito Santo».