Decreto di sequestro conservativo per il santone Pietro Capuana e due delle sue tre ancelle, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. L’ex banchiere classe 1944, nell’ottobre dell’anno scorso era stato condannato a 16 anni e due mesi di reclusione per gli abusi sessuali su diverse giovani, all’epoca anche minorenni. Violenze che, da leader della comunità di Lavina […]
Le vendite e le donazioni del santone Capuana: arriva il sequestro conservativo dei beni
Decreto di sequestro conservativo per il santone Pietro Capuana e due delle sue tre ancelle, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. L’ex banchiere classe 1944, nell’ottobre dell’anno scorso era stato condannato a 16 anni e due mesi di reclusione per gli abusi sessuali su diverse giovani, all’epoca anche minorenni. Violenze che, da leader della comunità di Lavina di Aci Bonaccorsi (nel Catanese) autoproclamatosi la reincarnazione dell’arcangelo Gabriele, aveva cercato di fare passare come «atti purificatori». Insieme a lui, nel processo denominato 12 apostoli, sono state condannate anche le sue sacerdotesse: Fabiola Raciti a 15 anni e due mesi; Rosaria Giuffrida a nove anni e quattro mesi e Katia Concetta Scarpignato a sette anni.
Il decreto di sequestro conservativo
Il 22 ottobre, la terza sezione penale della corte d’Appello di Catania – riunita in camera di consiglio composta dalla presidente Tiziana Carrubba e dai consiglieri Francesco Lentano e Floriana Gallucci – ha emesso il sequestro conservativo per i beni. Nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento: fino alla concorrenza della somma complessiva di 100mila euro. Gli imputati, infatti, sono stati condannati anche al risarcimento del danno in favore delle parti civili. Un danno da danno da liquidare in separata sede, senza provvisionale. La prima udienza del processo d’Appello è stata fissata per il 25 luglio del 2027.
L’istanza delle parti civili
Intanto, però, all’inizio di ottobre, le parti civili hanno presentato un’istanza nella quale hanno chiesto, fin da ora, il sequestro conservativo di tutti i beni immobili di proprietà degli imputati. O dei diritti reali di godimento su beni immobili. E il sequestro per equivalente di tutti i conti correnti bancari, depositi, investimenti, mobili registrati. I documenti allegati nell’istanza dimostrano la «chiara volontà di dismissione del patrimonio. Per sottrarre i beni alla garanzia dei crediti nascenti dall’azione civile», come si legge nel decreto.
Le vendite e le donazioni del santone Capuana
Il santone Capuana, dall’agosto del 2017 al febbraio dell’anno successivo, era stato sottoposto alla misura cautelare detentiva. In quello stesso anno, stando a quanto ricostruito nei documenti allegati all’istanza delle parti civili per il decreto di sequestro conservativo, l’imputato principale avrebbe donato alla moglie Giuseppa Ferrera – in regime di separazione dei beni – la propria quota di metà di due abitazioni. Una ad Adrano e un’altra a Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania. Nello stesso anno, inoltre, Capuana e consorte avrebbero venduto all’associazione Acca (Associazione cattolica cultura e ambiente) dei terreni a Paternò. E a dei privati un terreno a Motta Sant’Anastasia e uno – con anche un magazzino – ad Adrano.
Nel 2019, poi, entrambi i coniugi avrebbero donato al figlio Daniele Capuana la proprietà di un immobile a Motta Sant’Anastasia, riservandosi il diritto di abitazione. In quello stesso anno, avrebbero venduto a due loro teste della difesa due case a Motta Sant’ Anastasia. Capuana, infine, avrebbe pure donato alla moglie la propria quota di metà di un fabbricato a Motta Sant’Anastasia. «All’esito di tali dismissioni – si legge nel decreto di sequestro conservativo – resta in capo al Capuana la piena proprietà di due soli beni a Motta Sant’Anastasia di modesto valore. E la metà di due fabbricati» sempre nella stessa cittadina del Catanese. Anche Rosaria Giuffrida, nella documentazione prodotta dalle parti civili, figura come «venditrice di immobili» nel 2017 e nel 2025 e come «donante» nel 2025. E pure Katia Concetta Scarpignato risulta «venditrice» di un immobile nel 2018.