La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali in Sicilia ha ufficialmente rotto gli argini, trasformando il laboratorio politico dell’isola nel banco di prova più complesso e spigoloso per l’intera opposizione nazionale. Al centro del dibattito c’è l’intesa, sempre più esplicita, tra il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e il deputato regionale e […]
Conte apre a La Vardera ma il Pd frena sul candidato alla presidenza
La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali in Sicilia ha ufficialmente rotto gli argini, trasformando il laboratorio politico dell’isola nel banco di prova più complesso e spigoloso per l’intera opposizione nazionale. Al centro del dibattito c’è l’intesa, sempre più esplicita, tra il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e il deputato regionale e fondatore di ControCorrente Ismaele La Vardera, lanciato da mesi nella corsa per la presidenza di Palazzo d’Orléans. Un asse che ridisegna i confini del campo largo, ma che fa scattare più di un campanello d’allarme all’interno del Partito Democratico.
L’asse sotterraneo e la sponda dei 5 Stelle
Il feeling politico tra Conte e l’ex Iena non è più un mistero. La sintonia, emersa con forza nel corso dei vari summit e tavoli programmatici, vede nel movimento civico di La Vardera una sorta di ariete anti-centrodestra, capace di intercettare quel voto d’opinione e di protesta che storicamente fatica a riconoscersi nei partiti tradizionali.
Per i sostenitori di questa opzione, puntare su La Vardera rappresenterebbe l’unica vera scialuppa di salvataggio per evitare una rovinosa dispersione di consensi e competere a viso aperto contro l’amministrazione regionale uscente guidata da Renato Schifani. Un endorsement indiretto che, tuttavia, rischia di accelerare le fibrillazioni all’interno della coalizione progressista, dove la distribuzione dei pesi e dei ruoli apicali resta un terreno minato.
La reazione del Partito Democratico: cautela e identità
Dall’altra sponda del campo largo, il Partito Democratico frena gli entusiasmi e stoppa fughe in avanti che rischiano di intestare la leadership a singoli attori senza un previo e condiviso percorso di coalizione. I dem siciliani, pur ribadendo la necessità di mantenere unito il fronte progressista per contendere la guida della Regione al centrodestra, pongono l’accento sulla centralità del metodo e dei contenuti programmatici.
«Apprezziamo il dinamismo e la voglia di rinnovamento che animano il dibattito nell’opposizione – fanno filtrare autorevoli fonti del Nazareno e dei gruppi regionali del PD – ma il perimetro del campo largo non può nascere da investiture calate dall’alto o da fughe in avanti mediatiche. In Sicilia serve un progetto politico serio, solido e radicato sui temi concreti. Prima si definiscono la piattaforma programmatica e una rigorosa coesione della coalizione, e soltanto dopo si individuano i nomi e le eventuali formule di sintesi».
Verso un bivio decisivo
Il posizionamento di La Vardera e l’apertura creditizia incassata da Conte costringono ora il centrosinistra a uscire dall’ambiguità. Da un lato c’è chi spinge per un’accelerazione immediata pur di blindare la candidatura dell’ex inviato televisivo; dall’altro, il Pd insiste sulla necessità di una regia collegiale che eviti strappi insanabili. Una partita a scacchi che deciderà non solo il futuro della Sicilia, ma la tenuta stessa del modello di alleanza progressista in vista dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali.