Fino a pochi anni fa, l’intelligenza artificiale sembrava una questione legata solo a tecnici e grandi aziende informatiche. Oggi, invece, è entrata in uffici, negozi e studi professionali, e le imprese iniziano ad avere bisogno di lavoratori in grado di usarla. Secondo un’analisi presentata da Google nell’aprile 2026, e condotta su quasi un milione e […]
Formazione e intelligenza artificiale: come riqualificarsi per non restare indietro
Fino a pochi anni fa, l’intelligenza artificiale sembrava una questione legata solo a tecnici e grandi aziende informatiche. Oggi, invece, è entrata in uffici, negozi e studi professionali, e le imprese iniziano ad avere bisogno di lavoratori in grado di usarla. Secondo un’analisi presentata da Google nell’aprile 2026, e condotta su quasi un milione e mezzo di annunci di lavoro in Italia, circa uno su cinque cita competenze legate all’AI. Con una presenza marcata nei settori dei processi produttivi e della logistica, seguiti da controllo di gestione e contabilità. Diventando, quindi, un’occasione anche per chi si occupa o vuole trovare lavoro in amministrazione, magazzino, contabilità e marketing. Un obiettivo raggiungibile anche attraverso corsi gratuiti, come spiega l’Associazione Atlantic, ente accreditato per corsi di formazione e aggiornamento professionale, nella nostra rubrica dedicata alle competenze.
Gli obiettivi pratici dell’alfabetizzazione AI
La buona notizia è che, per iniziare, non serve una laurea in Informatica. Alla maggior parte dei lavoratori, infatti, viene richiesto un uso applicativo: capire cosa può fare uno strumento di AI generativa per l’azienda e saperlo utilizzare per scrivere e sintetizzare testi, analizzare documenti e dati, preparare presentazioni. O automatizzare attività ripetitive, ottimizzando i tempi di lavoro. Il tutto sapendo riconoscere limiti ed errori di questi sistemi. È la cosiddetta alfabetizzazione sull’AI, che la strategia italiana 2024-2026 indica come obiettivo da estendere a scuole, lavoratori e cittadini. Con attenzione alle categorie più a rischio di restare indietro.
La formazione nel settore AI
Sul fronte dell’offerta formativa, le opportunità gratuite o finanziate non mancano. Esistono corsi online rivolti ai dipendenti di aziende private e studi professionali, erogati in diretta e a distanza, e finanziati con i fondi interprofessionali. Un’occasione soprattutto per le Pmi che non hanno un budget dedicato alla formazione. Ma che, così, possono accedere a corsi con materiale didattico e attestato di partecipazione finale. Sul piano nazionale, poi, sono state annunciate iniziative che prevedono la distribuzione di 100mila licenze gratuite per corsi di AI su una piattaforma di formazione online. Con percorsi su competenze di base, uso efficace degli strumenti e impiego dell’AI nella ricerca del lavoro. Google, da parte sua, ha lanciato per i lavoratori italiani il corso intensivo Google AI Professional, pensato per usare questi strumenti in modo concreto nelle attività quotidiane.
L’offerta regionale per chi cerca lavoro
Per chi è disoccupato o in cerca di nuova occupazione, vale la pena guardare anche ai programmi regionali. In altre regioni sono già attivi corsi gratuiti di AI generativa, di circa 40 ore, rivolti a disoccupati e inoccupati. Con focus su prompt engineering, produzione di testi e contenuti e integrazione degli strumenti nei flussi di lavoro. In Sicilia l’offerta è meno visibile, ma non per questo inesistente: basterà rivolgersi a centri per l’impiego, enti di formazione accreditati e percorsi legati ai programmi regionali di riqualificazione per scoprire i bandi aperti.
Il focus nazionale sulla formazione AI
C’è poi un aspetto normativo che rende la ricerca di queste nuove competenze ancora più rilevante. Negli ultimi mesi, l’Italia si è allineata al regolamento europeo, con una strategia nazionale sull’intelligenza artificiale che vede la formazione come condizione abilitante. Con misure che riguardano anche la tutela dei lavoratori rispetto alle decisioni automatizzate. Formare il proprio personale, dunque, significa per le aziende non solo apprendere a usare strumenti competitivi, ma farlo in modo consapevole e nel rispetto delle regole. Evitando che un vantaggio diventi un problema. Proprio per questo, il passo decisivo è il primo: verificare bene chi eroga il corso e assicurarsi il rilascio di un attestato finale che comprovi le conoscenze acquisite. Il resto, in questo campo, più che mai, si impara facendo.