La candidatura della festa di Sant’Agata al riconoscimento Unesco si apre alle proposte dei devoti e cittadini di Catania. L’amministrazione comunale fa sapere che, fino al 15 ottobre, la bozza del documento si trova online, insieme a un modulo per «inviare osservazioni, integrazioni, suggerimenti e proposte – si legge in una nota -. I contributi […]
Foto di Basilica Collegiata
La festa di Sant’Agata si candida all’Unesco: modulo online per le proposte dei cittadini
La candidatura della festa di Sant’Agata al riconoscimento Unesco si apre alle proposte dei devoti e cittadini di Catania. L’amministrazione comunale fa sapere che, fino al 15 ottobre, la bozza del documento si trova online, insieme a un modulo per «inviare osservazioni, integrazioni, suggerimenti e proposte – si legge in una nota -. I contributi raccolti saranno esaminati e potranno concorrere alla stesura definitiva del documento».
Le regole della candidatura Unesco
«Raccontare la Festa di Sant’Agata attraverso un dossier di candidatura non è stato un lavoro semplice», spiegano dal Comune. Sottolineando le numerose regole e brevi spazi del format previsto dall’organizzazione delle Nazioni unite. In cui dover comprimere e rendere appetibili «secoli di fede, storia e devozione». A cui è possibile aggiungere un video, che restituisca l’atmosfera della festa di Sant’Agata, patrona di Catania. Oltre a documentazione e studi di approfondimento. A cui potranno partecipare cittadini, associazioni e studiosi. Per concludersi in «un momento pubblico in cui sarà presentato alla città e consegnato alle istituzioni competenti del governo».
Il lungo percorso dal 2022
L’idea di candidare la festa di Sant’Agata tra il patrimonio culturale immateriale Unesco parte la lontano. Nel 2017 è stato il Reis, il registro delle eredità immateriali della Sicilia, il primo a inserire i festeggiamenti per la patrona di Catania nel suo elenco. Nel 2022, l’allora giunta etnea ha approvato la possibilità di compiere il salto verso il riconoscimento internazionale con la candidatura Unesco. Bisognerà attendere tre anni finché, nel 2025, viene firmato il protocollo d’intesa, e nascono il comitato promotore e quello scientifico. Da lì, attraverso interviste e ricerche, si è arrivati al documento adesso sottoposto ai cittadini per eventuali integrazioni.