Il caldo estremo che continua a interessare la Sicilia riaccende il dibattito sull’avvio del nuovo anno scolastico. Il rischio è che il 15 settembre, data prevista per il ritorno in classe, le aule senza sistemi di climatizzazione si trasformino in ambienti difficili da sostenere per studenti, docenti e personale scolastico. Da qui la richiesta di […]
Caldo e scuole, alcuni sindaci vogliono il rinvio della prima campanella
Il caldo estremo che continua a interessare la Sicilia riaccende il dibattito sull’avvio del nuovo anno scolastico. Il rischio è che il 15 settembre, data prevista per il ritorno in classe, le aule senza sistemi di climatizzazione si trasformino in ambienti difficili da sostenere per studenti, docenti e personale scolastico. Da qui la richiesta di alcuni amministratori di posticipare l’inizio delle lezioni, mentre dalla Regione arriva un no. A essere interessati sarebbero oltre 120mila studenti delle scuole statali primarie, secondarie di primo e secondo grado.
La richiesta di alcuni sindaci
Il braccio di ferro coinvolge la Regione Siciliana, alcuni sindaci e diversi consiglieri comunali. Tra i primi a intervenire c’è stato il sindaco di Rosolini, nel Siracusano, che ha già firmato un’ordinanza per rinviare l’inizio delle lezioni. A Palermo, invece, la IV Commissione consiliare ha chiesto di valutare lo slittamento al 21 settembre, motivando la proposta con ragioni legate alla salute e alla sicurezza della popolazione scolastica.
«La maggior parte degli edifici scolastici è priva di adeguati sistemi di climatizzazione», hanno spiegato i consiglieri, evidenziando il rischio che le alte temperature trasformino le aule in «ambienti insalubri» e provochino stress termico e disidratazione. Tra gli elementi citati ci sono anche le previsioni del servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare, che indicano temperature superiori alla media stagionale nella settimana dal 14 al 20 settembre, e le valutazioni del mondo medico e pediatrico sulla maggiore vulnerabilità dei bambini al caldo estremo.
La Regione: «Non possiamo spostare il calendario»
La proposta, però, è stata respinta dall’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano. Il problema, secondo la Regione, riguarda soprattutto il calendario scolastico e gli impegni già fissati per la fine dell’anno. «L’ipotesi di far slittare l’inizio delle lezioni non può essere accolta», ha spiegato Turano, ricordando che l’anno scolastico deve avere per legge una durata di 206 giorni.
La scuola terminerà il 9 giugno, mentre il 16 giugno inizieranno gli esami di Stato. Dal 9 al 13 giugno, inoltre, i docenti saranno impegnati negli scrutini e nelle ammissioni agli esami di maturità, mentre dal 14 giugno si insedieranno come commissari. L’assessore ha quindi posto una domanda: «Se il caldo perdura per un altro mese cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?».