Un ristorante fantasma, totalmente abusivo, dentro un’agenzia di noleggio a Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). A scoprirlo sono stati i carabinieri che hanno effettuato un’ispezione nell’attività commerciale. Nel controllo, i militari sono stati supportati dal nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Catania, per verifiche a carattere igienico-sanitario. E dai militari del nucleo ispettorato […]
Il ristorante abusivo scoperto a Castiglione di Sicilia: cuoco in nero e cibo conservato male
Un ristorante fantasma, totalmente abusivo, dentro un’agenzia di noleggio a Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). A scoprirlo sono stati i carabinieri che hanno effettuato un’ispezione nell’attività commerciale. Nel controllo, i militari sono stati supportati dal nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Catania, per verifiche a carattere igienico-sanitario. E dai militari del nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Catania, per la verifica dell’osservanza delle norme di tutela dei rapporti di lavoro, di legislazione sociale sicurezza.
Il ristorante abusivo nell’agenzia di noleggio a Castiglione
Durante le verifiche, i carabinieri hanno riscontrato diverse irregolarità che sono state contestate al titolare, un 54enne di Francavilla di Sicilia (in provincia di Messina). L’azienda si occupa prevalentemente di organizzare tour guidati e noleggia anche biciclette, ciclomotori, motoveicoli, auto e quad. Dai controlli è emerso che era stata integrata con servizi di ristorazione completamente abusivi. Il proprietario aveva, infatti, munito di cucina un prefabbricato legno. Con tanto di tavoli e sedie per gli avventori. Facendolo, quindi, diventare un ristorante vero e proprio ma abusivo a Castiglione. Non aveva, infatti, alcuna autorizzazione per quell’attività.
Il cuoco in nero e il cibo conservato male
In cucina, inoltre, era all’opera un cuoco, parente del 54enne, la cui posizione lavorativa non era nemmeno regolarizzata. Ovvero lavorava in nero. Anche per i locali adibiti a sala ristorante non era stata chiesta alcuna autorizzazione sotto il profilo urbanistico-edilizio. A conclusione, il Nas ha accertato che le condizioni igienico-sanitarie dei locali ispezionati non erano sufficientemente curate. E gli alimenti rinvenuti non erano in buono stato di conservazione. Complessivamente sono state irrogate al proprietario sanzioni amministrative per 3140 euro, oltre al recupero di 3000 euro tra contributi previdenziali e assistenziali.