I prodotti agroalimentari che hanno il marchio Igp in Sicilia sono 67, per lo più vini e formaggi. Il valore economico è solo stimato, ma si parla (dato 2024) di oltre 350 milioni di euro. Con una crescita percentuale annua di circa un punto percentuale superiore alla media europea. Prodotti a marchio Igp in Sicilia […]
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In Sicilia, 67 prodotti a marchio Igp: «L’obiettivo è la lotta alla contraffazione»
I prodotti agroalimentari che hanno il marchio Igp in Sicilia sono 67, per lo più vini e formaggi. Il valore economico è solo stimato, ma si parla (dato 2024) di oltre 350 milioni di euro. Con una crescita percentuale annua di circa un punto percentuale superiore alla media europea.
Prodotti a marchio Igp in Sicilia
È stata Nathalie Berger, direttrice per il coordinamento della competitività della Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle Pmi, a illustrare i benefici del nuovo regolamento europeo che riguarda l’Indicazione geografica protetta. Oggi, alla Camera di commercio Palermo, collegata in videoconferenza per partecipare al roadshow L’Italia che crea. Tra tradizione e innovazione. Un’iniziativa promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con Commissione europea, l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, la Regione Siciliana, il Punto impresa digitale della Camera di Commercio Palermo Enna e delle principali organizzazioni di rappresentanza del sistema produttivo. Un punto è stato fatto anche sui prodotti con marchio Igp in Sicilia.
Il regolamento
«Il regolamento – ha detto Berger – protegge come indicazione geografica i prodotti la cui qualità, reputazione o caratteristiche siano legate al territorio di origine. Dove deve avvenire almeno una fase della produzione e crearsi una parte sostanziale del valore. Copre una gamma ampia di lavorazioni: tra le altre, pietre naturali, oggetti in legno, gioielli, tessuti, pizzi, vetro, porcellana, cuoi e pelli. La procedura di registrazione si articola in due fasi, una nazionale e una europea affidata all’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. E le domande sono presentate di norma da associazioni di produttori. La tutela non riguarda solo il nome apposto sul prodotto, ma si estende a etichettatura, pubblicità, commercio elettronico e nomi di dominio. Con l’obiettivo di rafforzare la lotta alla contraffazione e agevolare l’accesso ai mercati» . In Italia dal 1° dicembre del 2025 è possibile presentare le domande tramite il portale dell’ufficio italiano brevetti e marchi.