Il Festival delle frane contro il rischio idrogeologico: sulla strada chiusa da 18 mesi «per lo scaricabarile tra enti»

Un nome che è già una provocazione: Festival delle frane. È un’ironia amara quella che accompagna le associazioni organizzatrici di un’iniziativa itinerante per continuare a chiedere la riapertura della strada provinciale 78 Nunziata-Puntalazzo nel territorio di Mascali, in provincia di Catania. Interrotta dalle frane nel mese di ottobre del 2024 e, da allora, ancora bloccata in due punti. E interdetta «con conseguenze sociali, ambientali ed economiche», lamentano gli attivisti. Che per oggi pomeriggio hanno dato vita a un trekking civico sulle aree interessate dal dissesto idrogeologico. «Sarà anche un’occasione di confronto e per portare avanti la raccolta firme per la riapertura della Sp78», sottolinea a MeridioNews Sebastiano D’Achille, portavoce delle diverse realtà impegnate.

Lo «scaricabarile» delle responsabilità

Dietro il Festival delle frane ci sono l’associazione marEtna, il comitato strada Sp78, Conteambiente, Wwf Sicilia nord-orientale, Legambiente circolo etneo, Legambiente circolo Taormina-Valle dell’Alcantara e Cai sezione di Giarre. «Dalle frane lungo la Sp78 Nunziata-Puntalazzo sono già passati ben 18 mesi – ricorda D’Achille a MeridioNews -, ma tutto è rimasto immobile e non riusciamo nemmeno a vedere una luce in fondo al tunnel». Un immobilismo che, stando a quanto risulta agli attivisti locali, sarebbe dovuto principalmente a «una sorta di scaricabile tra due enti coinvolti. Da una parte la città metropolitana di Catania, proprietaria della strada provinciale – spiega -, e dall’altra il dipartimento della Protezione civile che dovrebbe fornire i fondi per la sistemazione». Il continuo rimpallo sarebbe dovuto a pareri contrastanti in merito alla responsabilità delle frane.

Dall’isolamento al degrado

Dopo un anno e mezzo, le criticità non sono soltanto per le infrastrutture viarie. «Ma la strada bloccata diventa un problema per il futuro delle nostre aree interne e collinari», sottolineano gli attivisti. La questione, infatti, è diventata presto anche sociale, economica e ambientale. «Ci sono centinaia di cittadini e numerose aziende agricole che continuano a subire disagi quotidiani dall’interruzione della strada». E non è tutto. «L’isolamento dell’area ha portato pure il degrado: diversi tratti sono stati trasformati in una discarica abusiva a cielo aperto. Con qualcuno che, ogni tanto, quei rifiuti li brucia pure». Il Festival delle frane nasce così per favorire un confronto aperto tra istituzioni, amministratori, associazioni, cittadini, tecnici ed esperti. «Il nostro obiettivo è promuovere una riflessione condivisa sulle possibili soluzioni per la messa in sicurezza del territorio, il ripristino dei collegamenti e la prevenzione del rischio idrogeologico».

Il trekking civico del Festival delle frane

La manifestazione è prevista per oggi pomeriggio alle 16.30, con partenza dalla piazza di Puntalazzo e un momento pubblico di approfondimento. Poi comincerà il trekking lungo gli antichi sentieri che collegano Puntalazzo e Nunziata, attraversando le aree interessate dalle frane. «Un cammino per osservare da vicino le criticità ma anche il valore storico, ambientale e paesaggistico di quel luogo – sottolinea D’Achille -. Per questo continuiamo a ribadire la necessità di interventi concreti. Per garantire sicurezza, accessibilità e sviluppo sostenibile». Il comitato spontaneo cittadino, dalla scorsa estate, ha lanciato una petizione per chiedere il ripristino urgente e in sicurezza dell’arteria, la trasparenza sulle tempistiche dell’intervento e aggiornamenti regolari sullo stato dei lavori. Non solo, gli attivisti hanno anche prospettato soluzioni temporanee di percorsi alternativi. Per «alleviare il disagio di residenti della zona, aziende locali, studenti e i lavoratori che quella strada la percorrevano ogni giorno».


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