Un corteo per chiedere maggiore sicurezza sulle strade e fermare quella che viene definita una vera e propria strage di ciclisti. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata da un comitato di ciclisti in programma sabato 27 giugno a Catania, con raduno dalle 8.30 in piazza Europa. La mobilitazione nasce dopo una serie di gravi incidenti che […]
I ciclisti scendono in strada a Catania: un corteo di sensibilizzazione dopo le ultime tragedie
Un corteo per chiedere maggiore sicurezza sulle strade e fermare quella che viene definita una vera e propria strage di ciclisti. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata da un comitato di ciclisti in programma sabato 27 giugno a Catania, con raduno dalle 8.30 in piazza Europa. La mobilitazione nasce dopo una serie di gravi incidenti che hanno colpito il mondo delle due ruote, tra cui quello costato la vita a Nicoleta Mirela Rusu, ciclista tesserata con la Federazione ciclistica italiana, morta nei giorni scorsi nel Palermitano.
«La strada è di tutti»

Nel comunicato diffuso dagli organizzatori si richiama l’attenzione sulle recenti vittime della strada, tra cui un bambino di 11 anni travolto mentre percorreva una pista ciclabile e due cicliste, di 41 e 14 anni, morte in incidenti stradali. «Le strade non sono realizzate per essere percorse sempre alla massima velocità possibile, ma sono vie di comunicazione che anche chi utilizza mezzi più lenti deve poter percorrere in sicurezza», si legge nella nota. I promotori denunciano inoltre il crescente clima di ostilità nei confronti dei ciclisti alimentato da contenuti diffusi sui social network.
Le richieste a istituzioni e automobilisti
Sabato i partecipanti percorreranno le strade cittadine a velocità ridotta per lanciare un messaggio di sensibilizzazione. Tra le richieste rivolte agli automobilisti figurano il rispetto delle distanze di sicurezza, l’attenzione durante i sorpassi, il divieto di utilizzo del cellulare alla guida e una maggiore prudenza in prossimità degli incroci. Agli enti locali viene chiesto di migliorare la manutenzione delle strade, realizzare infrastrutture dedicate alla mobilità ciclabile e introdurre limiti di velocità adeguati nelle aree frequentate da utenti vulnerabili. «Questa continua strage ci chiede di gridare con forza basta, perché una vita vale più di un minuto risparmiato sulla strada o di un messaggio sul cellulare», concludono gli organizzatori.