C’è aria di un nuovo intoppo per i lavori di ammodernamento e raddoppio della strada statale Palermo-Agrigento. Decennale incompiuta che dovrebbe vedere a breve la luce. Il condizionale è d’obbligo perché, secondo i sindacati, le ditte appaltanti starebbero per fermarsi di nuovo. Anas tranquillizza: «La previsione di completamento dei lavori del viadotto San Leonardo è […]
Statale Palermo-Agrigento, per i sindacati è nuovo rischio paralisi: «Ancora dopo 13 anni?»
C’è aria di un nuovo intoppo per i lavori di ammodernamento e raddoppio della strada statale Palermo-Agrigento. Decennale incompiuta che dovrebbe vedere a breve la luce. Il condizionale è d’obbligo perché, secondo i sindacati, le ditte appaltanti starebbero per fermarsi di nuovo. Anas tranquillizza: «La previsione di completamento dei lavori del viadotto San Leonardo è al momento confermata al mese di luglio». Eppure le aziende, già da venerdì, stanno incrociando le braccia. «A noi risulta che, addirittura, gli operai di Calamaio abbiano posizionato i bidoni per non fare passare le macchine e creare un sistema di sicurezza – riferisce a MeridioNews Piero Ceraulo, segretario Fillea Cgil Palermo -. Parliamo di uno degli affidatari che si occupa di più tratti della statale in lavorazione, tra cui anche il viadotto San Leonardo».
La storia del cantiere infinito
La statale Palermo-Agrigento è l’asse viario che collega i due capoluoghi siciliani passando per Lercara Friddi, Bolognetta e la valle dei Platani. Pur essendo, in teoria, a scorrimento veloce, le tante intersezioni non l’hanno mai resa tale. Per questo, più di dieci anni fa, si è deciso di avviare un ammodernamento e raddoppio di alcuni tratti. In particolare tra Bolognetta e bivio Manganaro: 33,4 chilometri su 127 totali. L’appalto dell’opera è stato affidato alla Cmc di Ravenna, con i lavori partiti nel 2013 e termine previsto per il 2016. Nel frattempo, però, la ditta è entrata in difficoltà e il cantiere si è fermato. Ripresi nel 2019, con la cessione e il subentro di due imprese, nel 2023 è arrivato l’ultimatum del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, chiedendo il completamento entro il 2024. Quando sono stati aperti solo 8 chilometri, tra Bolognetta e Manganaro.
Lo stato dell’arte secondo Anas
Ad aprile 2026, durante un sopralluogo con la Tgr Rai, gli stessi sindacati avevano constatato come i lavori al viadotto San Leonardo fossero sostanzialmente fermi agli 8 chilometri già ammodernati e aperti. Anas, però, fissava la scadenza all’estate. Confermando, adesso, a MeridioNews il mese di luglio 2026. E spiegando: «La strada, con 24,9 chilometri a carreggiata singola e 9,4 a carreggiata doppia, è stata ammodernata e aperta al traffico a eccezione di un tratto di circa 800 metri, interessato dal viadotto San Leonardo in costruzione. Ciò non comporta l’interruzione del traffico a doppio senso di carreggiata, ma solo una deviazione sul vecchio viadotto, senza alcun incremento dei tempi di percorrenza».
I ritardi lamentati dai sindacati
«Da quando Cmc Ravenna ha acquisito il ramo Manelli, assimilando anche altri lavori su Palermo, la difficoltà si è estesa a tutti i cantieri dell’azienda», ricostruisce Ceraulo. Compreso quello di Bolognetta, «dove si è già rilevato qualche piccolo ritardo nei pagamenti». Ma il problema non si limiterebbe a questo. «Fermandosi le aziende affidatarie, gli stessi lavoratori diretti di Cmc hanno difficoltà nel reperimento del gasolio. Per cui, in questo momento, non si possono muovere e il cantiere rischia la paralisi. Altro che consegna del viadotto San Leonardo entro luglio…», spiega il segretario Fillea Cgil Palermo. «Abbiamo chiesto più volte ad Anas di aprire un tavolo di confronto, ma non succede e questo ci preoccupa», continua.
Le prospettive dei lavori in Sicilia
Un tavolo di confronto che, anzi, il sindacato spera «possa aprirsi con tutte le stazioni appaltanti che hanno rapporti con Cmc Ravenna». Per evitare che i tempi e la storia della Palermo-Agrigento diventino – o continuino ad essere – la normalità dell’Isola. «Siamo preoccupati perché non si è ancora riuscirti a terminare non una costruzione ex novo, ma un ammodernamento con raddoppio. Che per 33 chilometri ci vogliano 13 anni è veramente una follia, fuori da ogni logica – conclude Ceraulo -. Se sono questi i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, la Sicilia quando vedrà un vero sviluppo del sistema viario, sia interno che infrastrutturale?».