L’appello per l’inchiesta sulla strage di Ustica: «La verità non si può archiviare»

«La verità non si può archiviare». A ventisei anni dalla strage di Ustica e da quelle ombre mai dissolte, si torna a chiedere di porre fine ai silenzi e ai depistaggi. Ma soprattutto di non mettere nel cassetto l’inchiesta e di non dimenticare le 81 vittime rimaste senza giustizia.

L’appello per le indagini sulla strage di Ustica

Alla vigilia dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari di Roma sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Ustica, familiari delle vittime, parlamentari e associazioni sono tornati a chiedere che le indagini proseguano. Domani mattina, dalle 9.30, le parti civili saranno a piazzale Clodio a Roma con i loro legali per opporsi alla chiusura del fascicolo sul Dc9 Itavia precipitato il 27 giugno 1980 con 81 persone a bordo.

«Non si può rinunciare alla verità»

L’iniziativa, promossa alla Camera dal Partito democratico, ha visto in presenza il deputato Andrea De Maria insieme a Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, don Luigi Ciotti di Libera, e tra gli altri, Giuseppe Giulietti e Giampiero Marrazzo. Vittorio Di Trapani e il senatore dem Walter Verini, impegnato nei lavori della commissione Antimafia, hanno invece inviato un videomessaggio. «Chiediamo che l’inchiesta prosegua e che si faccia piena verità sulla strage di Ustica», ha detto De Maria. «Sappiamo che ci fu una gravissima violazione della sovranità nazionale. Questo è un appello affinché non si rinunci a cercare la verità sulla strage di Ustica».

Le richieste di collaborazione a Francia e Stati Uniti

Il deputato del Pd ha annunciato anche nuove iniziative parlamentari e una richiesta al governo italiano perché solleciti con più forza Francia e Stati Uniti a collaborare. Ricordando anche le parole e le dichiarazioni e l’intervista del presidente Cossiga prima di morire, e richiamando alla presenza di risposte mancate, Bonfietti ha parlato di «depistaggi» e di elementi ancora da approfondire, dalle attività militari francesi e americane nel Tirreno ai tracciati Nato. «Non si può archiviare, è importante continuare a credere in quello che la magistratura può ancora fare», ha spiegato, ribadendo la necessità di arrivare «a tutta la verità, anche sugli autori della strage di Ustica».

«Noi non archiviamo»

Nel videomessaggio inviato alla conferenza, Verini ha ricordato l’appuntamento del 27 giugno a Bologna, nel 45esimo anniversario della strage. «Noi non archiviamo», ha detto il senatore Pd, sottolineando che «ci sono elementi per andare avanti». Nel corso dell’incontro è intervenuto anche don Luigi Ciotti appellandosi alla responsabilità della politica e della magistratura ad andare avanti. Ma anche a quella sociale: «Non si può e non si deve archiviare perché non possiamo uccidere una seconda volta le 81 persone che erano su quell’aereo. Giustizia e verità non sono accessori della vita, ma la condizione per la vita». Per il fondatore di Libera, «la democrazia non può esistere senza verità, non è compatibile con zone d’ombra, abusi e silenzi complici». 


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