Foto di Stretto di Messina spa

Ponte sullo Stretto: le disposizioni sblocca cantieri diventano legge

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto Ponte. Diventano legge, dunque, le Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni, che riguardano da vicino i cantieri del Ponte sullo Stretto di Messina. L’aula si è espressa con 160 sì, 110 no e 7 astenuti sul documento formato da dieci articoli. Il primo dei quali disciplina proprio la prosecuzione dell’iter approvativo per la realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Ma anche la realizzazione delle opere funzionali alla fase finale del campionato europeo di calcio Uefa Euro 2032.

L’articolo 1 sul ponte sullo Stretto

L’articolo 1 della nuova legge disciplina la procedura che il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti deve seguire per l’approvazione degli atti necessari a proseguire con il Ponte. «Al fine di conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti» che, ricorda la stessa legge, ha bocciato la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo. Nel primo articolo di legge, diversi commi sono in funzione sblocca cantieri del ponte sullo Stretto di Messina. Tra tutti, il comma 8 va alla sostanza, rimodulando le risorse destinate alla realizzazione del Ponte: «Provvedendo a spostare un importo complessivo di 2,787 miliardi di euro dal periodo 2026-2029 al quinquennio 2030-2034». Più in generale, un ulteriore comma – introdotto durante il passaggio della legge al Senato – stabilisce poi le «autorizzazioni di spesa o incrementi delle dotazioni finanziarie già previste a legislazione vigente – si legge – inerenti a vari programmi di titolarità del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti».

I fondi destinati a treni e autostrade

Sempre l’articolo 1, sancisce la nomina dell’amministratore delegato pro tempore di Rete Ferroviaria Italiana a commissario straordinario per le opere complementari al Ponte che riguardano i treni, appunto. Con un ulteriore comma che autorizza alla spesa «per la riduzione dell’esposizione debitoria» della stessa Rfi. E un altro ancora che «incrementa di 30 milioni di euro annui dal 2035 al 2040 l’autorizzazione di spesa a favore di Rfi a copertura degli investimenti relativi alla rete tradizionale». Fondi anche per Anas, con l’incremento «di 250 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 e di 54 milioni per il 2029» per la quota ministeriale del programma Anas Ponti, Viadotti e Gallerie. E altri 150 milioni per il 2027 e 22 milioni per il 2028, per il programma Anas Manutenzione straordinaria.


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