La boutique del falso nelle dirette social: due denunciati a Catania

Vendita di prodotti contraffatti in diretta social da Catania. I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno individuato l’esistenza di un profilo su un noto social network utilizzato per la vendita di prodotti di prestigiosi marchi, nazionali ed esteri, contraffatti e a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato. Due persone sono state denunciate per ricettazione.

Vendita di prodotti contraffatti in diretta social da Catania

La scoperta è stata fatta nel corso di un’attività investigativa finalizzata al contrasto del mercato del falso e dell’abusivismo commerciale. Un’indagine svolta anche mediante il monitoraggio del web che ha portato le fiamme gialle a individuare i gestori del profilo social e a localizzare il magazzino. Il locale era all’interno di un cortile nella loro disponibilità nel quartiere etneo di San Cristoforo. Una struttura utilizzata come base logistica per organizzare dei mercatini telematici. Dirette streaming durante le quali mostrare l’ampio campionario di prodotti contraffatti e raccogliere gli ordini dei clienti collegati.

La boutique del falso

I carabinieri hanno fatto accesso nel locale proprio mentre era in corso una diretta social, rinvenendo una vera e propria boutique del falso. Con scaffali, espositori e scatole dove erano presenti oltre 1200 prodotti. Borse, capi di abbigliamento, scarpe, giubbini, cinture, portafogli e altri accessori, tutti con marchi contraffatti di noti brand del lusso, casual e sportivi. Gli articoli presentavano caratteristiche molto simili agli originali: materiali curati, etichette, confezioni e perfino Qr code stampati sulle scatole, nel tentativo di rendere più credibile la provenienza e l’originalità dei prodotti.

Merce sequestrata e denunce per ricettazione

In alcuni casi era presente anche una garanzia del venditore. Tutta la merce, inclusa quella contenuta in diversi pacchi già pronti per la spedizione, è stata sequestrata per essere sottoposta a perizie da parte degli studi e delle agenzie che tutelano i marchi riconducibili alle case di moda coinvolte. I due responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria di Catania per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.


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