Preparare oltre duemila schede elettorali in appena un’ora: una missione impossibile. A denunciarlo è il Comitato Spontaneo Vincenzo Crisafulli, che riunisce circa 150 presidenti di seggio di Messina e provincia. I quali hanno presentato una richiesta formale alla Regione Siciliana, con una doppia soluzione. Adeguare la normativa regionale sulle operazioni elettorali a quella nazionale. Oppure […]
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Solo un’ora per preparare migliaia di schede elettorali: «La Regione non segue la legge nazionale»
Preparare oltre duemila schede elettorali in appena un’ora: una missione impossibile. A denunciarlo è il Comitato Spontaneo Vincenzo Crisafulli, che riunisce circa 150 presidenti di seggio di Messina e provincia. I quali hanno presentato una richiesta formale alla Regione Siciliana, con una doppia soluzione. Adeguare la normativa regionale sulle operazioni elettorali a quella nazionale. Oppure concedere una deroga agli scrutinatori per poter svolgere le operazioni preliminari di voto con tempistiche congrue. Il tutto senza pesare sulle tasche pubbliche, non prevedendo alcun compenso aggiuntivo. Eppure, ancora, nessuna risposta è arrivata dal presidente Renato Schifani, che detiene l’interim dell’assessorato interessato.
Norme non realistiche per l’organizzazione dei seggi
La motivazione della richiesta è chiaramente di ordine tecnico: «Dietro ogni voto espresso e ogni scheda elettorale piegata c’è un lavoro silenzioso che pochi vedono e favoriscono – precisano i presidenti di seggio a Meridionews -. La legislazione regionale prevede che la stessa domenica mattina, dalle ore 6 alle 7, dobbiamo compiere tutte le operazioni preliminari oppure andiamo incontro a sanzioni penali. Ma è impossibile preparare tutto soltanto in un’ora. Anche perché, adesso, dobbiamo applicare anche il tagliando antifrode, una novità introdotta con questa elezione, per cui si dovrà impiegare ulteriore tempo».
Il doppio voto complica le operazioni preliminari
In particolare, a Messina, il 24 e 25 maggio le elezioni amministrative non riguardano solo la scelta del sindaco e del consiglio comunale, ma anche delle circoscrizioni, con il doppio delle schede da gestire rispetto ad altre province. Motivo per cui il comitato spontaneo ha inviato una nota al presidente della Regione Renato Schifani, al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, al commissario straordinario del comune di Messina Piero Mattei e ai candidati sindaco della città dello Stretto in cui manifestano «l’estrema difficoltà, se non l’oggettiva impossibilità di costituire e predisporre correttamente i seggi elettorali considerati i tempi previsti».
Il precedente del 2018: una soluzione è possibile
I presidenti di seggio chiedono, dunque, di adeguare la normativa regionale a quella nazionale che prevede l’esecuzione delle operazioni preliminari di voto il pomeriggio prima dell’apertura dei seggi. «In questo momento c’è poco tempo per modificare la normativa, però la Regione potrebbe concederci una deroga che permetta di organizzare i seggi il giorno prima dell’apertura – sottolineano ancora dal Comitato al nostro giornale -. L’ultima volta è successo nel 2018, quando l’allora assessora regionale alle Autonomi Locali, Bernadette Grasso, ha concesso una deroga anche per gli scrutini. Siamo tornati a casa a dormire e poi abbiamo finito di conteggiare le schede all’indomani».
La richiesta alla Regione di una deroga temporanea
Anche durante le ultime elezioni referendarie, così come per quelle del 2022, trattandosi di elezioni nazionali, ha prevalso quella legge sulla normativa regionale e le operazioni preliminari di voto sono state espletate di sabato pomeriggio. In questo momento storico, però, l’assessorato alle Autonomi Locali è in mano ad interim a Renato Schifani che non ha dato ancora alcuna risposta alle richieste dei presidenti di seggio. «Nel territorio messinese ci sono sezioni con oltre mille votanti, per cui dovremo firmare, timbrare e mettere il talloncino in più di duemila schede. È impensabile che ciò possa avvenire in un’ora», conclude il comitato Vincenzo Crisafulli.