Elezioni alla camera penale di Catania. L’assemblea della camera penale Serafino Famà del capoluogo etneo ha eletto il nuovo consiglio direttivo. Presidente è l’avvocato Tommaso Tamburino, vice Attilio Indelicato. Elezioni alla camera penale di Catania Oltre a presidente e vicepresidente, sono stati assegnati anche gli altri incarichi. La segretaria è Stefania La Porta, la tesoriera […]
Elezioni camera penale di Catania: il nuovo presidente è l’avvocato Tommaso Tamburino
Elezioni alla camera penale di Catania. L’assemblea della camera penale Serafino Famà del capoluogo etneo ha eletto il nuovo consiglio direttivo. Presidente è l’avvocato Tommaso Tamburino, vice Attilio Indelicato.
Elezioni alla camera penale di Catania
Oltre a presidente e vicepresidente, sono stati assegnati anche gli altri incarichi. La segretaria è Stefania La Porta, la tesoriera è Gisella Coco, mentre i consiglieri sono Vito Distefano, Andrea Peluso e Salvo Cannata. La camera penale ha rivolto «un sentito e doveroso ringraziamento al past president Francesco Antille. Per l’impegno e la dedizione profusi nel corso del suo mandato. E ai componenti del direttivo uscente: Vittorio Basile, Francesco Branca, Tania Occhipinti, Vanessa De Santis, Giuseppe Grasso e Michele Liuzzo».
Il nuovo direttivo «nel raccogliere il testimone – come si legge in una nota – rinnova l’impegno a tutela dei principi del giusto processo e dei diritti della difesa, nel solco dei valori che da sempre contraddistinguono la camera penale di Catania».
Le prime parole del nuovo presidente Tommaso Tamburino
«Felice per l’affermazione del mio direttivo», dice l’avvocato Tommaso Tamburino, appena eletto presidente della camera penale di Catania. «Che ha raccolto la maggioranza qualificata dei votanti, e consapevole dell’impegno che ci aspetta. L’obiettivo è il recupero e il rafforzamento del prestigio e
della dignità della professione di avvocato penalista – afferma Tamburino -. Il costante ed effettivo aggiornamento professionale, la realizzazione delle prerogative del giusto processo. In un contesto reso ancora più complesso a causa della battaglia referendaria che ha visto gli avvocati in accesa contrapposizione con la parte della magistratura che ha sostenuto il No alla separazione delle carriere».