È stata richiesta la revoca dal Comune di Borgetto della Villa della legalità, bene confiscato alla mafia e affidato all’associazione Tele Jato Ets, nell’ambito di un progetto giornalistico della tv Telejato rivolto ai giovani. Una notizia che scuote ancora una volta il mondo dell’antimafia siciliana e in particolare Pino Maniaci, già al centro di varie […]
Frame da un video di Tele Jato
Da Cosa nostra alla tv antimafia Telejato: la villa che il Comune di Borgetto ora vuole indietro
È stata richiesta la revoca dal Comune di Borgetto della Villa della legalità, bene confiscato alla mafia e affidato all’associazione Tele Jato Ets, nell’ambito di un progetto giornalistico della tv Telejato rivolto ai giovani. Una notizia che scuote ancora una volta il mondo dell’antimafia siciliana e in particolare Pino Maniaci, già al centro di varie notizie di cronaca, che continuano a intrecciarsi con il vissuto attuale.
L’assegnazione del bene confiscato a Tele Jato Ets
Tutto inizia a ottobre 2021, quando il Comune di Borgetto consegna a Pino Maniaci la villa confiscata sulla strada provinciale tra Partinico e Montelepre, nel territorio di Borgetto. Da subito nel comprensorio vengono sollevate perplessità sull’affidamento diretto, seppur temporaneo. Ma la polemica non monta, anche perché Maniaci è stato assolto pochi mesi prima in primo grado dall’accusa di estorsione nei confronti di alcuni amministratori di Partinico e Borgetto. Che, secondo i denuncianti, avrebbe costretto a pagare in cambio di interviste riparatorie. Accuse cadute anche in appello a marzo 2025, dopo otto anni di processo.
Nel 2022, intanto, Pino Maniaci fonda Tele Jato Ets insieme alla moglie Patrizia Marchione e alla figlia Letizia a cui è affidata la rappresentanza legale. Con la finalità, da statuto, di poter gestire beni confiscati alla mafia. Nel 2023 l’associazione riceve ufficialmente la villa, partecipando a un bando, con il progetto Scuola di giornalismo e Centro di documentazione del fenomeno mafioso. L’inaugurazione avvenuta ad aprile 2025, alla presenza delle istituzioni, cariche civili e militari, consacra la struttura come presidio di legalità.
Il precedente: la condanna per diffamazione
Eppure le polemiche non si spengono. Maniaci viene condannato dalla corte d’appello di Palermo per diffamazione nel confronti del giornalista Michele Giuliano, l’artista Gaetano Porcasi e l’operatore tv Nunzio Quatrosi, tenendo il fondatore della tv e il suo operato sotto lo sguardo di detrattori, cronisti e amministratori locali. Così, quando a Tele Jato Ets viene affidata in modo diretto la villa di Borgetto, diversi – tra cui il giornalista locale Daniele Viola – decidono di seguire la vicenda da vicino. Ed è proprio da una richiesta di accesso agli atti parte di Viola che nasce l’inchiesta su cui oggi si basa la revoca chiesta dal Comune di Borgetto, il quale contesta gravi violazioni di natura legale, fiscale e gestionale.
La richiesta di revoca del bene confiscato
Il 2 aprile 2026 il Comune di Borgetto invia a Tele Jato Ets, prefettura di Palermo e Agenzia nazionale per i beni confiscati l’avvio del procedimento di revoca dell’assegnazione della villa in contrada Annunziata. In quanto, in seguito ai controlli dell’amministrazione, previsti dalla convenzione, l’associazione non ha consegnato i documenti richiesti. Adesso l’Ets ha 15 giorni per presentare le proprie controdeduzioni. Se non saranno ritenute valide, la Villa della legalità tornerà al Comune di Borgetto. «Proprio nei giorni in cui il Comune ha inviato la mail, mia figlia Letizia, rappresentante legale dell’Ets, ha partorito e non ha aperto la casella di posta – precisa Pino Maniaci a MeridioNews -. Quando l’ha fatto, erano già scaduti i 30 giorni previsti. Ma stiamo già presentando le controdeduzioni con la documentazione richiesta. Risolveremo la situazione nel giro di qualche giorno».
Le motivazioni della richiesta di revoca
Una delle violazioni riguarda il mancato pagamento dell’Imu e della Tari, per il triennio 2023-2025 da parte di Tele Jato Ets. Inadempienze che, per il Comune, configurano un danno erariale. «L’associazione è affidataria nel bene e non proprietaria, per cui non siamo tenuti a pagare le tasse relative all’immobile», risponde Maniaci. Ma, sottolineano dal Comune, nella convenzione si riporta l’impegno «a pagare i tributi comunali relativi all’immobile assegnato per tutta la durata della convenzione». L’amministrazione di Borgetto, inoltre, contesta violazioni alle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e la mancata assicurazione per gli stagisti del progetto giornalistico. Tutti documenti comunque presentabili in 15 giorni.
La mancata realizzazione della Scuola di giornalismo
Il nodo centrale delle contestazioni riguarda, però, la realizzazione della Scuola di giornalismo e centro di documentazione del fenomeno mafioso, con conseguente utilizzo degli stagisti. Una denominazione che non andrebbe confusa con le scuole che permettono, dopo un biennio, di accedere all’esame di Stato per giornalisti professionisti. E che, in genere, sono dei master universitari a pagamento. Nel progetto di Tele Jato Ets è previsto un corso semestrale, con lezioni frontali e pratica, tutor e un comitato tecnico-scientifico. Al termine del quale si rilascia un attestato. Il Comune di Borgetto sostiene, però, che nulla sia davvero partito.
«Gli stagisti avrebbero svolto tutte le attività in totale autonomia – scrive all’amministrazione, in merito al loro servizio alla tv Telejato -, senza alcun affiancamento a professionisti esperti o la partecipazione ad alcun corso teorico. Addirittura sarebbero stati utilizzati anche in lavori di pulizia e giardinaggio, senza copertura assicurativa». «Illazioni – ribadisce Pino Maniaci -. La nostra è un’associazione di volontariato. Se qualcuno vuole lavorare 16 ore al giorno o dormire tutto il tempo, può farlo. Ai ragazzi offriamo anche vitto e alloggio e in cambio non chiediamo nulla, solo di tenere pulite le loro stanze. Ho già querelato per diffamazione chi ha detto queste cose su di me».
La denuncia degli stagisti
E nell’intricato giro di polemiche e querele, la nuova denuncia è rivolta al giornalista Daniele Viola, accusato anche di stalking. Ma le contestazioni avanzate dal Comune di Borgetto riguardano altri due protagonisti della storia: Roberto Disma e Sara Cozzi, passati entrambi da Tele Jato Ets quando, in prossimità dell’estate 2024, lo stage giornalistico è stato pubblicizzato sui social. Prolungando la permanenza per accumulare i requisiti utili all’iscrizione all’ordine, nell’albo pubblicisti. Tra cui il pagamento di 450 euro lordi a semestre. «Un impegno di cui abbiamo parlato con Maniaci, ma non abbiamo mai sottoscritto e, dopo un anno, non ci ha voluto riconoscere nulla». «Non ho mai promesso niente a nessuno, né è previsto nel progetto – ribatte Maniaci al nostro giornale -. Ho altre spese più urgenti, come regolarizzare la situazione della Villa della legalità».
Tele Jato Ets e l’associazione Marconi
Tra i problemi sollevati c’è anche il funzionamento stesso dell’emittente e della struttura che gestisce il bene confiscato. «L’emittente Telejato risponde editorialmente all’associazione culturale Marconi, che però non risulta nel registro degli operatori della comunicazione (Roc)», scrivono ancora Disma e Cozzi. Il Comune, inoltre, segnala la mancata convocazione del comitato tecnico-scientifico, nonostante si sarebbe dovuto fare entro tre mesi. A comporlo, anche alcuni nomi noti: come l’inviato de Le Iene Gaetano Pecoraro e l’ex Iena, oggi deputato Ars, Ismaele La Vardera. Insieme all’ex magistrato Antonio Ingroia, oggi avvocato di Maniaci, con il collega Bartolomeo Parrino. Tutti, secondo i racconti dei due stagisti, sarebbero passati alla villa solo per rilasciare qualche intervista. «Non li ho convocati perché il progetto non è ancora pienamente operativo – conferma Maniaci -. Ci vuole tempo e noi, da convenzione, abbiamo sette anni. Chiarirò tutto nelle controdeduzioni». Dopodiché l’ultima parola spetterà all’amministrazione di Borgetto.