Una decisione lunga 15 ore, quella dei giudici del tribunale di Palermo che hanno condannato a 8 anni e 9 mesi di carcere, per corruzione, Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia e già consulente della Lega per il tema dell’energia. Settore in cui, secondo i giudici, era in affari con Vito Nicastri, re dell’eolico […]
Caso Arata, dagli affari con Nicastri alle tangenti in Regione: le condanne
Una decisione lunga 15 ore, quella dei giudici del tribunale di Palermo che hanno condannato a 8 anni e 9 mesi di carcere, per corruzione, Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia e già consulente della Lega per il tema dell’energia. Settore in cui, secondo i giudici, era in affari con Vito Nicastri, re dell’eolico ritenuto vicino al boss Matteo Messina Denaro. Arata sarebbe stato il socio occulto di Nicastri, attivo in un giro di tangenti alla Regione siciliana. Tra i loro contatti istituzionali, l’ex funzionario dell’assessorato regionale all’Energia Alberto Tinnirello, condannato a 8 anni, e il dirigente regionale Giacomo Causarano, il cui percorso con rito abbreviato si è concluso con una condanna a 2 anni. Sullo sfondo del patteggiamento di Nicastri e del figlio Manlio. E di una parte di storia ancora sotto processo: una mazzetta che, secondo le intercettazioni, Arata avrebbe fatto arrivare all’ex sottosegretario alle Infrastrutture, in quota Lega, Armando Siri.
Una vicinanza, quella con Nicastri, che lo stesso Arata avrebbe ammesso, non sapendo di essere registrato. A parlare con consapevolezza, invece, è stato proprio il re dell’eolico, raccontando ai magistrati il percorso preferenziale da 500mila euro usato per ottenere le autorizzazioni regionali. Che sarebbe passato da Causarano – Giacomino, come lo chiamava Arata in confidenza – per arrivare a Tinnirello, la cui firma era necessaria a sbloccare un progetto per due impianti di biometano a Francofonte, nel Siracusano, e Calatafimi, nel Trapanese. Mazzette di cui Nicastri racconta di aver personalmente portato una parte negli uffici regionali, quasi ogni mese, ottenendo una rapidità tale da chiudere in un solo giorno, alla fine dei pagamenti. Almeno per quanto riguarda i primi 100mila euro: gli altri 400mila, infatti, sarebbero dovuti finire in un conto nella disponibilità di Tinnirello a Malta. Un giro in cui, inizialmente, sarebbe stato l’imprenditore milanese Antonello Barbieri (condannato a 3 anni) il socio occulto di Nicastri, per poi cedere le proprie quote ad Arata. Ed entrare in un progetto dal valore di 15 milioni di euro.