Siamo a un punto di svolta. Il 2026 non sarà soltanto un anno di scadenze elettorali, ma il banco di prova degli equilibri che porteranno alle Regionali del 2027. Nei 61 Comuni siciliani chiamati al voto tra maggio e giugno il fermento è evidente. Mancano solo i manifesti con la scritta: Cercasi candidato. Dopo il […]
Comunali 2026, il centrodestra alla prova: Messina, Agrigento ed Enna snodi decisivi
Siamo a un punto di svolta. Il 2026 non sarà soltanto un anno di scadenze elettorali, ma il banco di prova degli equilibri che porteranno alle Regionali del 2027. Nei 61 Comuni siciliani chiamati al voto tra maggio e giugno il fermento è evidente. Mancano solo i manifesti con la scritta: Cercasi candidato. Dopo il tavolo del centrodestra dei giorni scorsi – con la partecipazione di Luca Sbardella (FdI), Marcello Caruso (FI), Nino Germanà (Lega), Fabio Mancuso (Grande Sicilia), Massimo Dell’Utri (Noi Moderati) e Totò Cascio (Dc), oltre al capogruppo Ars degli autonomisti Roberto Di Mauro e al vicepresidente in quota Carroccio Luca Sammartino – la parola passa ora ai territori. I segretari hanno aggiornato i lavori a venerdì 20 febbraio, a Catania, per individuare i candidati nei singoli Comuni. Il prossimo tavolo regionale sarà decisivo: o si correrà uniti o scatterà il liberi tutti.
Comuni sopra i 15mila abitanti sotto la lente
L’attenzione si concentra sui centri con oltre 15mila abitanti – una quindicina circa – dove si applica il sistema proporzionale e sarà necessario comporre le liste. Nei Comuni sotto questa soglia varrà invece il maggioritario con liste bloccate. I riflettori sono puntati su Messina, Agrigento, Marsala ed Enna, dove gli equilibri interni alla coalizione potrebbero determinare frizioni.
A Messina il sindaco Federico Basile ha annunciato le dimissioni, ufficializzando contestualmente la propria candidatura. Il confronto si preannuncia acceso: il centrosinistra è ancora in fase organizzativa, mentre Cateno De Luca e il suo movimento Sud chiama Nord puntano a riprendere il controllo di Palazzo Zanca. Nel centrodestra si parla di un duello interno tra Marcello Scurria e Carlotta Previti.
Ad Agrigento resta incerto il dopo Francesco Miccichè. L’ipotesi di corse solitarie non è esclusa, anche alla luce delle richieste avanzate dall’Mpa. Non si esclude un possibile colpo di scena con la candidatura di Roberto Di Mauro. Scenario complesso anche a Enna, dove Forza Italia, trainata dalla deputata regionale Luisa Lantieri, si confronta con l’Mpa, forte della presenza in giunta dell’assessore all’Energia Francesco Colianni. Secondo indiscrezioni vicine alla Lega, il partito non intende restare alla finestra e starebbe preparando un proprio candidato.
A Marsala Forza Italia potrebbe essere protagonista, ma il partito appare diviso. Il nome più accreditato sarebbe quello di Enzo Sturiano, vicino al capogruppo Ars Stefano Pellegrino, ma non condiviso da tutte le correnti, tra cui quella dell’ex assessore regionale Toni Scilla. Fratelli d’Italia valuta invece il profilo di Paolo Ruggieri, ritenuto potenzialmente capace di superare le divisioni interne.
Centrodestra da ricompattare
L’obiettivo dichiarato è evitare spaccature, come accaduto alle ultime provinciali in territori quali Ragusa, Siracusa e Caltanissetta. I meloniani sarebbero pronti a fare un passo indietro in alcuni Comuni, a patto di evitare sostegni incrociati al centrosinistra o a liste civiche. Posizione analoga anche per la Dc siciliana, chiamata a scelte ponderate per scongiurare un nuovo passo falso. Dal voto di primavera il centrodestra punta a ottenere un consenso chiaro a sostegno dell’esecutivo regionale e, indirettamente, di quello nazionale. Un passaggio chiave in vista delle Regionali 2027.