La Sicilia premia le sue eccellenze ambientali, ma il quadro complessivo resta fragile. A Palermo, nella cornice dell’appuntamento annuale di Legambiente Sicilia, sono stati consegnati i riconoscimenti ai Comuni Ricicloni e ai Comuni Rifiuti Free: un’occasione per celebrare i risultati migliori, ma anche per fotografare una battuta d’arresto che impone riflessioni e scelte politiche non […]
Foto Genova Maceri
Piccoli Comuni virtuosi, grandi città in affanno: la Sicilia del riciclo
La Sicilia premia le sue eccellenze ambientali, ma il quadro complessivo resta fragile. A Palermo, nella cornice dell’appuntamento annuale di Legambiente Sicilia, sono stati consegnati i riconoscimenti ai Comuni Ricicloni e ai Comuni Rifiuti Free: un’occasione per celebrare i risultati migliori, ma anche per fotografare una battuta d’arresto che impone riflessioni e scelte politiche non più rinviabili.
Per l’occasione è stato presentato anche il dossier Comuni Ricicloni. Sono stati 99 i comuni dell’isola premiati. Ben 303 Comuni hanno superato la soglia del 65 per cento di raccolta differenziata e tra questi 135 hanno oltrepassato anche quella del 75 per cento, conquistando il titolo di Comune Riciclone.
Il dato che emerge dal quadro generale, però, parla chiaro: la raccolta differenziata in Sicilia nel 2024 segna il passo rispetto al 2023, registrando un aumento inferiore all’1 per cento, a fronte di una crescita della quantità di rifiuti indifferenziati pro capite. Per Legambiente le cause sono da ricondurre a «una campagna di propaganda incentrata esclusivamente sugli inceneritori che ha di fatto bloccato il ciclo virtuoso messo in moto negli anni da amministrazioni e cittadini. Un percorso che andava invece sostenuto con misure e finanziamenti capaci non solo di aumentare le percentuali, ma anche di migliorare la qualità dei materiali raccolti, così da consentirne un riciclo efficace».
Dal piccolo è meglio alle difficoltà dei capoluoghi
In questo contesto di stagnazione emergono alcune eccellenze, riassunte nel motto “piccolo è meglio”. Nella categoria Comuni Rifiuti Free, Castel di Lucio, in provincia di Messina, con 1.328 abitanti, una raccolta differenziata al 95 per cento e appena 10 chilogrammi annui di rifiuto secco pro capite, è al primo posto in Sicilia. Limitatamente alla provincia di Trapani figurano in questa lista Vita, Salaparuta, Santa Ninfa e Buseto Palizzolo. Tutti questi comuni soddisfano i due requisiti chiave: differenziata almeno al 75 per cento e produzione annua di secco non superiore a 75 chilogrammi pro capite.
Nella fascia dei comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, è primo con il 90 per cento di raccolta differenziata e 15 chilogrammi annui di secco pro capite. Nel Trapanese rientrano in questa classifica Paceco, Calatafimi-Segesta, Partanna, Petrosino, Salemi e Valderice.
Tra i comuni sopra i 15.000 abitanti, spicca Mazara del Vallo con l’85 per cento di raccolta differenziata e 63 chilogrammi pro capite annui, seguita da Castelvetrano, anch’essa con l’85 per cento di RD e 68 chilogrammi di rifiuto secco. I due comuni del Trapanese sono inoltre Comuni Ricicloni: Mazara nella categoria sopra i 50mila abitanti e Castelvetrano in quella sopra i 15mila.
Soddisfazione per i riconoscimenti ambientali ricevuti è stata espressa dalla delegazione mazarese presente a Palermo, guidata dall’assessore all’Ambiente Vito Billardello e dall’assessore Isidonia Giacalone, in rappresentanza del sindaco Salvatore Quinci. Analoga soddisfazione è stata manifestata dall’amministrazione di Castelvetrano, rappresentata dal vicesindaco Mariano Palermo. Il sindaco Giovanni Lentini, a MeridioNews, ha dichiarato: «Questo premio riconosce il lavoro svolto in questi anni e arriva mentre è in pubblicazione, con scadenza prevista entro la metà di febbraio, il bando per l’affidamento del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti. L’auspicio è che anche con il nuovo affidamento si possa proseguire e rafforzare questo percorso virtuoso, benefico per l’ambiente e per la città».
Se il mondo dei piccoli e medi comuni mostra risultati incoraggianti, l’altra faccia della medaglia riguarda i capoluoghi. Nessuno dei 99 capoluoghi italiani è stato premiato come Comune Rifiuti Free. In Sicilia la classifica è guidata da Enna, con il 68 per cento di raccolta differenziata e 132 chilogrammi pro capite di rifiuto secco annuo. Trapani si colloca al terzo posto, Catania è penultima con il 33 per cento di RD, mentre Palermo chiude la classifica con appena il 17 per cento, ben lontana dalle soglie minime richieste per la premialità di Legambiente.
Tra gli altri Comuni Ricicloni del Trapanese con percentuali di raccolta differenziata superiori al 75 per cento figurano Petrosino, Paceco, Partanna, Buseto Palizzolo, Valderice, Segesta, Pantelleria, Salaparuta, Salemi, Vita, Castellammare del Golfo, Favignana, San Vito lo Capo, Marsala e Poggioreale.
Per quanto riguarda le SRR, le menzioni speciali sono state assegnate a quelle che hanno superato il 75 per cento di raccolta differenziata: Trapani Provincia Sud, Agrigento Provincia Ovest e Palermo Provincia Ovest. Una menzione speciale è andata anche al progetto di riqualificazione della rotatoria dell’aeroporto Trapani–Marsala Birgi, promosso dal partner Sarco, reso possibile grazie alla qualità della raccolta del vetro in dieci comuni: Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Paceco, Petrosino, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice.
Infine, spazio alle Storie di Economia Circolare, che confermano il fermento di idee presente in Sicilia. Quest’anno la menzione è stata assegnata all’AMP Isole Egadi, per avere sperimentato per prima nell’Isola, a Favignana e Levanzo, il modello di “spiaggia ecologica” proposto da ISPRA con il progetto BARGAIN.