Alcune spiagge «sono del tutto scomparse, le ho viste con i miei occhi. Immaginiamo un incontro nei prossimi giorni anche con Anas e con Ferrovie, perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e del sedime stradale. Le mareggiate torneranno, questo ormai lo abbiamo scoperto, sono arrivate già a casa nostra, io li chiamo […]
In Sicilia e Calabria spiagge scomparse. Ferrovie da ricostruire
Alcune spiagge «sono del tutto scomparse, le ho viste con i miei occhi. Immaginiamo un incontro nei prossimi giorni anche con Anas e con Ferrovie, perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e del sedime stradale. Le mareggiate torneranno, questo ormai lo abbiamo scoperto, sono arrivate già a casa nostra, io li chiamo cicloni e quindi non possiamo immaginare che un treno e un sedime ferroviario possa essere collocato a 5 metri dal mare. Questo non possiamo più farlo, almeno in molte parti». Lo ha detto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, al termine del Consiglio dei ministri che ha deliberato lo stato di emergenza per i danni causati dal ciclone Harry stanziando un primo aiuto di 100 milioni di euro per Sicilia, Sardegna e Calabria.
Sulla stessa scia anche il governatore calabrese Roberto Occhiuto: «I Comuni stanno ancora valutando l’entità dei danni. La stima massima è di 300 milioni di euro. A noi – ha continuato – interessa che ci siano le risorse per ricostruire quello che il mare ha portato via. Abbiamo bisogno di risorse per fare opere di mitigazione del rischio. Perché ci sono alcune zone dove prima c’erano 100 metri di spiaggia e oggi non c’è più. In pratica, le spiagge sono scomparse, quindi anche una mareggiata di entità minore rispetto a quella dei giorni passati potrebbe fare gli stessi danni. È necessario che nell’ordinanza di Protezione civile siano contenute anche deroghe per interventi di mitigazione del rischio o rifacimento delle coste».