Foto pagina Facebook Angela Grignano

Fiamma olimpica Milano-Cortina, polemica sui tedofori: scontro politico a Trapani

Ex campioni esclusi, invettive, critiche ma anche sterili polemiche sui tedofori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Anche in Sicilia si è infiammata la questione sulla scelta di coloro che hanno portato la fiaccola accesa simbolo di pace e solidarietà. A fare discutere è un post, pubblicato su Facebook, dal consigliere comunale di Trapani Salvatore Fileccia. Figura di spicco dell’opposizione, Fileccia ha puntato il dito contro la collega d’aula Angela Grignano. Colpevole, secondo il consigliere, di avere avuto la possibilità di portare la fiamme olimpica nella tappa di Trapani nonostante la donna occupi per l’appunto una carica politica.

Il post di FIleccia: «Vetrina e passerella»

Nel suo post, intitolato La fiamma olimpica fuori regola, Fileccia parla apertamente di disparità di trattamento. «Viviamo in un Paese dove atleti con una storia olimpica eccellente vengono esclusi come tedofori per regolamento», scrive citando il caso dell’ex fondista azzurro Silvio Fauner, oggi vicesindaco di Sappada, escluso per il suo incarico politico. Una rigidità che, secondo il consigliere, non sarebbe stata applicata a Trapani. Dove «è risultato normale far portare la fiamma olimpica a una consigliera comunale in carica», scrive.

Da qui l’accusa di un’informazione a doppio velocità. Fileccia parla di un territorio «molto attento e interessato allo sport», ma dove il controllo giornalistico scatterebbe «solo quando si tratta di alcuni e di altri no». Nel mirino finiscono anche alcune testate locali che avrebbero celebrato l’evento con «foto, servizi, interviste e applausi», senza sollevare dubbi sulla scelta di Grignano. «Ciò che per qualcuno è una norma da rispettare, per altri diventa vetrina e passerella da sfruttare», accusa il consigliere. Fileccia denuncia anche una narrazione selettiva che «esalta ciò che conviene e attacca ciò che si odia».

La storia di Angela Grignano

La replica della consigliera comunale non si è fatta attendere. Grignano ha alle spalle una storia personale particolare fatta di tenacia e caparbietà. La 30enne nel 2019 rimase gravemente ferita in un’esplosione avvenuta per una fuga di gas a Parigi. Nella deflagrazione morirono tre persone, tra cui due pompieri, e oltre 50 furono feriti. Tra quelli più gravi c’è proprio la donna, all’epoca 24enne. Grignano si era trasferita a Parigi per inseguire il sogno di diventare una danzatrice e coreografa dopo avere vissuto alcuni anni a Roma ed essersi laureata all’università La Sapienza. La consigliera dopo 10 interventi chirurgici ha ricominciato a camminare. come lei stessa ha sottolineato nel form che ha compilato per candidarsi come tedofora per Milano-Cortina 2026.

La replica della consigliera alle accuse

In un post su Facebook Grignano respinge con decisione ogni accusa di incompatibilità e rivendica la correttezza del percorso seguito. «Ho presentato una regolare candidatura e sono stata selezionata attraverso il percorso ufficiale dei tedofori, al pari di tutti gli altri», chiarisce, sottolineando come la scelta sia avvenuta all’insaputa della sua famiglia. Grignano ricorda che «le candidature vengono valutate da un organo preposto, tenuto ad applicare criteri precisi». E aggiunge che «se fossi stata incompatibile per il mio ruolo istituzionale, semplicemente non sarei mai stata scelta». Nel suo intervento denuncia poi un attacco che va oltre il confronto politico. «Trovo gravissimo e vergognoso che un consigliere comunale attacchi un’altra consigliera, conoscendone perfettamente la storia personale», rievocando anche il sostegno ricevuto in passato dallo stesso Fileccia durante il suo difficile percorso post esplosione di Parigi.

«Questa non è critica politica, è mancanza di rispetto e di dignità umana», afferma, ribadendo di non dover giustificare nulla. «Ho mandato la candidatura, sono stata selezionata e ho portato la fiamma con onore». Infine, la consigliera sottolinea come la polemica abbia finito per oscurare l’intero evento. «Non ero l’unica tedofora quel giorno, ma l’evento non è stato valorizzato solo perché c’ero io», parlando di un attacco personale che avrebbe penalizzato anche gli altri protagonisti della staffetta olimpica.

Il caso tedofori Milano-Cortina 2026 a livello nazionale

A livello nazionale la questione tedofori di Milano-Cortina 2026 è diventato anche tema di scontro politico. Tanto da spingere il ministro dello Sport Andrea Abodi e il vice premier Matteo Salvini a convocare una riunione urgente con chi si occupa dell’organizzazione della manifestazione. La genesi della vicenda rimanda alle esternazioni dell’ex campione di sci alpino Kristian Ghedina. «Si sono dimenticati di me», aveva detto il discesista più vincente nella storia della Coppa del Mondo, salvo poi fare marcia indietro. Ghedina ha spiegato di essere stato inserito tra i tedofori dopo avere seguito la procedura prevista, compilando il form online, ossia la condizione richiesta dal ministero dell’Interno per tutti i tedofori.


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