Il business del caro estinto a Palermo: scoperti 49 casi di corruzione

L’affare del caro estinto scoperto a Palermo. Il rilascio delle salme, al Policlinico, era diventato un business. Per questo la procura ha chiesto l’arresto di 15 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione e concussione.

L’affare del caro estinto a Palermo

Tra gli indagati ci sono gli operatori della camera mortuaria dell’ospedale e titolari di imprese funebri e loro dipendenti. La richiesta dei pubblici ministeri è stata notificata. E il giudice per le indagini preliminari dovrà ora fissare gli interrogatori preventivi al termine dei quali deciderà se disporre o meno il provvedimento cautelare. Gli inquirenti hanno scoperto una associazione criminale, di cui facevano parte alcuni operatori dell’obitorio del Policlinico. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il gruppo avrebbe avuto una organizzazione precisa con tanto di regole per spartirsi i guadagni.

Il tariffario

Innanzitutto, era stato predisposto un vero e proprio tariffario. I dipendenti dell’ospedale, in cambio di denaro, acceleravano e oliavano le pratiche per la definizione del rilascio delle salme. Ma anche delle vestizioni affidata dai familiari alle imprese funebri e la cura degli aspetti burocratici. L’imprenditore che si rifiutava di partecipare all’impresa criminale è stato minacciato e ostacolato nella sua attività.

L’inizio dell’indagine a Milano

L’inchiesta nasce a Milano. Gli investigatori hanno intercettato uno dei titolari di pompe funebri di Palermo. Incaricato da un collega milanese di occuparsi delle pratiche per il trasferimento nel capoluogo lombardo del cadavere di un uomo morto in Sicilia. Non sapendo di essere intercettato, il palermitano ha ammesso al telefono di avere dato 100 euro a un operatore della camera mortuaria. «Perché qui funziona così». La polizia ha così approfondito la vicenda accertando l’esistenza di un vero e proprio sistema corruttivo

Il sistema corruttivo

Sono almeno 49 i casi di corruzione scoperti in poco più di un anno di indagine dalla procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sul business del caro estinto. Un sistema messo su da alcuni operatori della camera mortuaria del Policlinico che, in cambio di mazzette, acceleravano le pratiche per il rilascio delle salme alle imprese funebri. Si trattava dei corpi di pazienti deceduti nel nosocomio o per cui era stata disposta l’autopsia dalla magistratura. Gli indagati per cui è stato chiesto l’arresto sono 15, tra loro il noto imprenditore del settore Francesco Trinca. Tra gli episodi finiti nell’inchiesta anche la pratica relativa alla salma di Francesco Bacchi, il giovane ucciso fuori da una discoteca di Balestrate a gennaio del 2024.


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