Presentata a Palermo la fondazione Antonio Montinaro. Sosterrà studenti e bimbi con patologie

È stata presentata stamattina al teatro Politeama Garibaldi di Palermo la fondazione Antonio Montinaro, nata per volontà di Tina Montinaro, vedova dell’agente a capo della scorta del giudice Giovanni Falcone. La fondazione si propone di sostenere le famiglie con figli affetti da gravi patologie e offrire borse di studio a studenti brillanti, ma in difficoltà economica. Presenti alla cerimonia il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo; il capo della polizia, Vittorio Pisani e numerose autorità civili, militari e religiose. L’iniziativa si inserisce nel solco già tracciato dall’associazione Quarto Savona Quindici, che da anni porta in tutta Italia la memoria della strage di Capaci e i valori della giustizia e dello Stato. «Vito Schifani era alla guida della Quarto Savona Quindici, accanto a lui c’era Antonio Montinaro, dietro Rocco Dicillo», ha ricordato il regista e moderatore, Mauro Parissone.

Non solo antimafia, dunque, ma un sostegno concreto ai bimbi e giovani studenti in difficoltà. «Sono passati tanti anni dalle stragi del ’92, i criminali sono fuori – ricorda Tina Montinaro -. Noi continuiamo a fare memoria ma stiamo ancora aspettando la verità. Sono passati tanti governi, a tutti abbiamo chiesto la verità che è arrivata a pezzettini, ma che sicuramente non dà giustizia ai nostri uomini. Sono state fatte delle cose per i criminali in questi anni, non per le famiglie delle vittime. Quello che abbiamo ottenuto è grazie all’impegno che noi familiari abbiamo messo in campo. Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte se veramente vogliamo un radicale cambiamento».

«Questo è un presidio a cui personalmente tengo moltissimo, perché senza una prima linea fatta di giovani, e in questo caso di giovanissimi, la lotta alla mafia rischia di fare grandissimi passi indietro» ha sottolineato ai nostri microfoni la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, che sul tema della sicurezza ha aggiunto: «I nostri ufficiali di collegamento, i magistrati che lavorano in commissione hanno fatto un primo lavoro che certifica quello che già sapete, ovvero di alcune fibrillazioni. Per cui andiamo a Catania per dimostrare che nessuna nuova faida, o eventuale nuova faida e sono obbligata a sottolinearlo, può mettere paura allo Stato e alla città di Catania».

Sul fronte della sicurezza, però, secondo il ministro dell’Interno Matteo Pinatedosi, molti passi avanti sono stati fatti, a partire da una rinnovata sensibilità da parte della città di Palermo e della Sicilia: «Vengo spesso a Palermo e registro una crescita del senso civico come dimostrare le sollecitazioni alle istituzioni per intervenire sui fenomeni di criminalità urbana. E noi interverremo, è importante che i cittadini siano un costante pungolo, ma è innegabile che Palermo, i cittadini, le istituzioni siano cambiate moltissimo. C’è anche una maggiore voglia di legalità, pure relativamente a fenomeni meno gravi rispetto a quelli mafiosi».

Un plauso per l’iniziativa arriva anche dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: «Oggi, nel giorno in cui ricordiamo la nascita di Antonio Montinaro, uomo dello Stato e simbolo di coraggio e dedizione, desideroso di esprimere a nome della città di Palermo la più profonda gratitudine a Tina Montinaro per il suo instancabile impegno civile e umano. La nascita della Fondazione Antonio Montinaro rappresenta non solo un atto d’amore, ma un gesto concreto di speranza per tanti cittadini, soprattutto per i più giovani e le famiglie che affrontano quotidianamente difficoltà economiche e sociali. Questa iniziativa, che il comune di Palermo sostiene e continuerà a sostenere, incarna i valori più alti della nostra comunità: solidarietà, vicinanza, educazione e memoria».

«Un’iniziativa che punta a costruire percorsi di crescita e opportunità, attraverso borse di studio, progetti sociali e iniziative che rafforzano il legame tra le istituzioni ei cittadini – ha detto ancora Lagalla – Ringrazio Tina Montinaro per aver trasformato il dolore in azione, per aver scelto di restituire alla collettività un esempio di forza e generosità. La fondazione Antonio Montinaro è un patrimonio della nostra città e sarà un punto di riferimento per chi crede nel valore del servizio, della giustizia e del futuro dei nostri giovani».


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