West Nile, primo caso a Messina: 74enne ricoverata in prognosi riservata

Primo caso ufficiale di virus West Nile a Messina. A essere colpita è una donna di 74 anni che da sei giorni ha febbre alta e un forte mal di testa. Arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale Papardo di Messina, gli accertamenti hanno confermato la diagnosi: encefalite in corso, complicanza dell’infezione trasmessa dalle zanzare. La paziente è stata immediatamente ricoverata nel reparto di Malattie infettive del nosocomio messinese dopo gli esami di laboratorio eseguiti dall’unità operativa di Patologia clinica. Per la 74enne è stata disposta la prognosi riservata e l’attivazione di tutte le procedure ministeriali previste per la gestione dei casi di West Nile.

Il virus West Nile, responsabile della cosiddetta febbre del Nilo occidentale, nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo, l’80 per cento delle persone infettate non si accorge neppure di avere contratto il virus. Quando si manifesta, i sintomi sono generalmente lievi e simili a quelli di una comune influenza estiva: febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, nausea, perdita di appetito ed eruzioni cutanee. Solo in meno dell’1 per cento dei casi l’infezione riesce a oltrepassare la barriera emato-encefalica e a colpire il sistema nervoso centrale, provocando forme neuroinvasive come meningite ed encefalite.

Ed è proprio ciò che è accaduto alla donna che vive in una zona immersa nel verde, habitat ideale per la proliferazione delle zanzare. Nonostante la gravità del singolo episodio, gli specialisti invitano a evitare allarmismi: «La stragrande maggioranza dei contagi resta asintomatica o con sintomi lievi – spiegano – Il rischio maggiore riguarda le persone anziane o con patologie pregresse». Non è la prima volta che il virus fa capolino nel Messinese. Nei mesi scorsi era stato individuato un focolaio animale sui Nebrodi, segnale che il West Nile stava già circolando nel territorio. Il contagio non avviene da persona a persona ma attraverso le punture di zanzare infette. Le raccomandazioni degli specialisti restano le stesse: proteggersi con repellenti, evitare il ristagno d’acqua nei pressi delle abitazioni e utilizzare zanzariere soprattutto nelle zone rurali o verdi.


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