Save the Children: «Intollerabile questa conta di giovani vite spezzate. Necessario sistema coordinato di ricerca e soccorso in mare»

«È intollerabile questa conta senza fine di bambini e giovani vite spezzate nel tentativo di raggiungere l’Europa. Non possiamo più girarci dall’altra parte: è inumano. Oggi, nell’ennesimo naufragio al largo del Mediterraneo, una madre ha perso la figlia di circa un anno e si prospettano decine di dispersi, tra cui anche minori» dichiara Save the Children a poche ore dal nubifragio avvenuto a largo di Lampedusa.

Mentre si attende, con angoscia, il bilancio definitivo dell’ultima tragedia in mare, Save the Children rinnova l’appello per l’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare per salvare vite umane, agendo nel rispetto dei principi internazionali e dando prova di quella solidarietà che è valore fondante dell’Unione Europea, e per l’apertura di canali regolari e sicuri per raggiungere l’Europa.

Gli operatori di Save the Children, in collaborazione con ente gestore del centro, organizzazioni e agenzie operative sul posto, si sono attivati per la protezione e il supporto dei superstiti. Sono più di 32 mila le persone morte o disperse in mare dal 2014 nel Mediterraneo, molti minori, quasi mille solo nel 2025. Molte di loro erano bambini e adolescenti.


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