Tra le tombe violate e l’ossario abbandonato: viaggio nel caos del cimitero di Mazzarino

Una serie di estumulazioni sospette, tombe liberate senza autorizzazione e un ossario trasformato in discarica. Nel cuore della Sicilia, tra le colline di Mazzarino, il cimitero comunale è diventato il centro di una vicenda che mescola probabili negligenze amministrative, silenzi burocratici e possibili interessi privati. Un’indagine della magistratura è in corso per fare luce su un presunto sistema che, secondo le prime ipotesi, avrebbe permesso la gestione delle sepolture in modo irregolare, senza autorizzazioni e fuori dai registri ufficiali. Tutto parte da un esposto presentato nei mesi scorsi dal sindaco Domenico Faraci, eletto da poco più di un anno. Nel documento consegnato alla procura della Repubblica vengono elencate diverse anomalie riscontrate all’interno del cimitero comunale: estumulazioni senza comunicazione ai familiari, loculi assegnati a più defunti in tempi diversi, spostamenti non registrati, resti mai ricollocati nell’ossario.

Le prime segnalazioni
A far scattare l’allarme sono state le segnalazioni di alcuni cittadini. In alcuni casi, lapidi provvisorie coprivano loculi con nomi diversi da quelli originari. I controlli hanno evidenziato estumulazioni effettuate senza preavviso e in assenza di atti ufficiali. Da lì sono partiti i primi accertamenti. Dai registri anagrafici e cimiteriali sono così emerse discrepanze: le estumulazioni registrate non trovavano corrispondenza con i relativi atti amministrativi, né con i versamenti dovuti al Comune per la procedura. In alcuni casi, le salme risultavano ancora sepolte, quando invece i loculi erano già stati assegnati ad altri.

Il danno economico e morale
Il danno per l’ente è anche economico: le operazioni cimiteriali, se non registrate, non generano entrate. Ma più grave ancora è il danno morale e psicologico inflitto ai cittadini, che si sono visti privare del luogo di memoria e raccoglimento per i propri cari. «Non si tratta solo di anomalie burocratiche», ha dichiarato il sindaco Faraci. «È un problema di rispetto e legalità. Confidiamo nella magistratura affinché faccia chiarezza su un sistema che ha colpito la dignità dei nostri defunti». La vicenda, già di per sé delicata, assume contorni ancora più inquietanti quando si guarda all’ossario comunale, dove dovrebbero confluire i resti estumulati.

L’ossario discarica
Le immagini dell’ossario documentano una realtà sconvolgente. Nessuna cassettina con resti umani impilata, catalogata e identificabile. Solo un cumulo di rifiuti di ogni tipo, dagli scarti edili alla spazzatura, misti con molta probabilità a vecchi resti umani gettati nel mucchio come rifiuti qualunque. Nessuna tracciabilità, nessun rispetto delle norme sanitarie o della dignità delle persone.
«La situazione dell’ossario è vergognosa – dice il sindaco – in queste ore emetterò un’ordinanza per disporne l’immediata chiusura ed una bonifica immediata. È inaccettabile trovarsi davanti a scenari del genere». Secondo le prime ricostruzioni, alcuni loculi liberati sarebbero stati riassegnati senza alcun passaggio dagli uffici competenti. Girando per il camposanto si notano loculi manomessi con uno schema ricorrente: scavi laterali, lapidi intatte. In un viale è stato persino rinvenuto un piccolo escavatore, nascosto tra le cappelle. Al momento non ci sono indagati ufficiali, ma la procura ha acquisito la documentazione trasmessa dal Comune. La domanda che guida l’indagine è chiara: si è trattato di singole gravi irregolarità o di un sistema strutturato e organizzato per aggirare le regole? Un sistema capace di gestire loculi e spazi cimiteriali al di fuori di ogni controllo, con possibili ritorni economici per chi lo gestiva? mIl sospetto è che la mancanza di controlli abbia permesso la nascita di un meccanismo parallelo, capace di sfruttare il dolore delle famiglie e la carenza di vigilanza pubblica.

Le prossime mosse
Il sindaco, dopo aver ruotato alcuni dipendenti del settore cimiteriale, ha chiesto il supporto della magistratura per garantire il ripristino della legalità e la tutela dei cittadini. Nel frattempo, il Comune sta per avviare un censimento completo delle sepolture e dell’ossario, per ricostruire la mappa dei defunti e sanare le falle nei registri. Un lavoro complesso, reso ancora più difficile dalla confusione documentale accumulata negli anni. Il cimitero di Mazzarino, luogo destinato al silenzio e al rispetto, è diventato teatro di un’indagine che tocca nervi profondi: la memoria, il lutto, il senso di giustizia. All’ombra dei vialetti si profila un sistema di gestione che potrebbe essere sfuggito a ogni controllo. L’inchiesta è in corso. La procura cercherà ora di fare luce su quanto accaduto.


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