L’Amat di Palermo, per recuperare le multe, ha pagato 200 mila euro per incassarne 450

A DENUNCIARLO E’ IL SEGRETARIO REGIONALE DEI COBAS, ANTONIO LA BARBERA: “UN CITTADINO SU DUE NON TIMBRA IL BIGLIETTO”

“Il flop sul recupero delle multe ha del clamoroso: una società come l’Amat, che perde 800 mila euro al mese, non può permettersi il lusso di spendere fior di quattrini per ingaggiare un privato capace soltanto di fare un buco nell’acqua. Oltre al danno per un’evasione sempre crescente – un passeggero su due non timbra il biglietto – adesso anche la beffa. È grave che finora i vertici aziendali abbiano fatto finta di niente ed appare tardivo pure l’intervento del presidente Gristina, che solo adesso sta valutando con l’ufficio legale quali soluzioni adottare”.

È quanto afferma Antonino La Barbera, segretario regionale Cobas settore trasporti, secondo cui “i sacrifici dei lavoratori vengono vanificati da notizie come questa”.

“A distanza di un anno dall’affidamento all’esterno del servizio di recupero stragiudiziale dei crediti insoluti – sottolinea La Barbera – apprendiamo dalla stampa che l’azienda aggiudicataria dell’appalto avrebbe riscosso soltanto 450 euro su 6 milioni di multe comminate e mai pagate. Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto perché l’Amat ha liquidato a questa società oltre 200 mila euro considerando anche l’Iva”.

“Chiediamo all’Amat – prosegue il sindacalista – se nell’accordo stipulato con Europa Factor spa sia prevista una sorta di clausola di salvaguardia in caso di mancato raggiungimento di una soglia minima di crediti recuperati. Se così non fosse, sarebbe un fatto di estrema gravità, di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità”.

“Alla luce di questo clamoroso flop – conclude La Barbera – la strada da seguire nell’immediato è quella di potenziare le vendite di biglietti e abbonamenti. Da tempo, il nostro sindacato denuncia i ritardi e le inefficienze del management dell’Amat in materia di politiche commerciali. Manca un’efficace strategia di promozione, tant’è che anche iniziative innovative come la vendita dei ticket tramite app non decollano”.

Nota a margine

Qualcuno ha pensato che, con la povertà dilagante, molti cittadini non hanno nemmeno i soldi per pagare il biglietto?


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