La Sicilia si sveglia: scioperano anche i dipendenti degli ex Sportelli Multifuzionali

ANCHE LA FILIERA DEI SERVIZI FORMATIVI ENTRA IN SCIOPERO. LA PROTESTA DEGLI OPERATORI EX SPARTACUS, MAI CESSATA IN QUATTRO MESI SI SPOSTA DAI SOCIAL NETWORK ALLA PIAZZA: “IL GOVERNO CROCETTA HA AFFAMATO MILLE E 800 FAMIGLIE”

Anche i lavoratori della filiera dei Servizi formativi scende in piazza per scioperare a partire da lunedì 8 settembre, con concentrazione in piazza Indipendenza, davanti la sede del Governo regionale di Palazzo D’Orleans, a partire dalle ore 8.00.

Un sit in permanente quello degli operatori ex sportelli multifunzionali, i cui partecipanti indosseranno magliette bianche con la scritta “Vittima della rivoluzione crocettiana”.

Alcuni ex sportellisti hanno annunciato lo sciopero della fame e si stanno attrezzando con le tende. Lo scopo è quello di proseguire la protesta fino a quando il Governo non avrà risolto la vertenza lavorativa e retributiva. I lavoratori gridano in coro: “Basta a soluzioni tampone”.

Anche a Catania, nella stessa giornata di lunedì 8 settembre, con inizio alle ore 08,00 gli ex sportellisti saranno in sit in davanti il Palazzo Esa, sede della presidenza della Regione siciliana.

I lavoratori della Formazione professionale tornano alla carica, quindi, stanchi delle false promesse del Governo regionale che ha ridotto alla fame 8000 famiglie.

Dopo gli annunci di iniziative di sciopero dello Snals Confsal e del sindacato di base Cobas Formazione ‘Scuola/Lavoro’ anche i lavoratori dei Servizi formativi, come dicevamo, scendono in piazza.

Gli ex sportellisti, per la verità, protestano sin dal 23 aprile scorso, data di cessazione del contratto che ha legato circa 1800 al Ciapi per 6 mesi con il progetto ‘Spartacus’. Hanno iniziato, senza mai arretrare, forme di protesta, attraverso l’uso di strumenti più disparati, non ultimo i social network e l’informazione, per condurre la battaglia del posto di lavoro e della garanzia per il futuro.

Anche se l’unica battaglia, la vera arma dei lavoratori è lo sciopero e, magari, l’occupazione.

Dopo il teatrino del 26 agosto e del 3 settembre scorsi vissuto all’Assemblea regionale siciliana, con due audizioni della Commissione Cultura e Lavoro del Parlamento siciliano che non hanno portato alcun risultato alla vertenza lavorativa di 1800 padri e madri di famiglia e che hanno lasciato amarezza nei lavoratori, in tanti hanno detto basta.

Hanno detto basta all’indecoroso spettacolo di alcuni parlamentari con in testa il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il presidente della Commissione Cultura e Lavoro, Marcello Greco, uniti nel tentativo di difendere la poltrona e gli annessi 13 mila euro al mese dell’assessore Nelli Scilabra, responsabile – assieme ai suoi mentori – dello sfascio del sistema formativo regionale.

Gli ex sportellisti hanno deciso di tornare in piazza a testimoniare il dramma sociale che vivono da oltre 4 mesi senza lavoro e stipendi.

 


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