Youth Guarantee: sono in 1753 ad attendere da due mesi di lavorare ma non c’è spazio per tutti

IL GOVERNO E L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE ANCORA UNA VOLTA NON MANTENGONO LE PROMESSE. INSUFFICIENTI LE RISORSE PER GARANTIRE IL LAVORO A TUTTI GLI OPERATORI EX SPARTACUS. COSA FARA’ L’ESECUTIVO REGIONALE?

Saranno in meno di mille e 200 gli operatori ex Spartacus che torneranno al lavoro. Il prossimo 27 giugno, difatti, il Governo regionale dovrebbe rendere pubblico, da quanto appreso, l’Avviso di reclutamento del personale da ricollocare per l’erogazione delle azioni previste dalla ‘Youth Guarantee’.

La platea è costituita da mille e 753 operatori specializzati nell’erogazione dei Servizi formativi e di orientamento al lavoro, ma ad affiancare il personale dei Centri per l’Impiego dovrebbero essere solamente una parte. Infatti sarebbero esclusi i primi livelli, gli amministrativi e tutti i lavoratori in possesso di un livello contrattuale dal sesto al nono.

A conti fatti sarebbero almeno 553 gli operatori che resterebbero fuori. La notizia è di quelle che comunque non può destare panico tra gli operatori che già erano a conoscenza di questa possibilità.

Né può farsi trovare impreparato il Governo regionale sui correttivi in materia di politica del personale da attivare, visto che ha avuto a disposizione 9 mesi, dall’avvio del progetto Spartacus ad oggi, per individuare il giusto percorso finalizzato al ricollocamento dell’intera platea.

Siamo certi, infatti che, nonostante la dottoressa Anna Rosa Corsello abbia detto ai componenti della commissione Cultura e Lavoro all’Ars dell’utilizzo di tutti gli ex operatori Spartacus, rassicurandoli inutilmente vista l’impossibilità di avvio di tutti i profili funzionali per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano della ‘Garanzia giovani’, nei prossimi giorni dovrebbe tirare fuori dal cilindro magico, lei che del ‘cerchio magico’ ne è punta avanzata, le risorse finanziarie e il percorso amministrativo per l’utilizzo anche dei 553 esclusi.

Nessuna preoccupazione, quindi. Nel mondo sindacale non sembra che ci sia uniformità di vedute e neanche tra i lavoratori interessati. Sono tanti che fiutano ‘puzza di bruciato’. Eppure qualche campanellino d’allarme continua a lampeggiare!

Difatti, il Ciapi di Priolo, unico soggetto pubblico, in ‘house providing,’ autorizzato in Sicilia ad erogare percorsi formativi, non sembrerebbe propenso ad assumersi il rischio di dover pagare di tasca propria i mille e 200 operatori che dovrebbero essere ricollocati con la ‘Youth Guarantee’.

Sì, proprio così, pare che con i 42 milioni di euro, liquidi, certi ed esigibili, il Ciapi sia pronto a sottoscrivere contratti a tempo determinato solamente per sei mesi e per mille e 200 lavoratori. Dei 19 milioni di euro vantati dall’Amministrazione regionale come risorse aggiuntive, il Ciapi non si fiderebbe. Del resto, si tratta di una somma che non è liquida, certa ed esigibile, essendo frutto della raccolta di denaro attraverso le rendicontazioni a valere sugli Avvisi triennali 1 e 2 del 2010 le cui chiusure delle partite non sono ancora avvenute.

Come finirà? Lo sapremo entro la fine di giugno, basta avere un po’ di pazienza. I lavoratori hanno dimostrato di sapere aspettare per avere un futuro sereno e retribuito. Se poi questo futuro è al Ciapi per soli sei mesi poco importa. Almeno gli operatori degli ex Sportelli multifunzionali non si ritrovano con un pugno di mosche come i colleghi dell’Albo (quale?) degli Interventi formativi in balia ai fantasmi chiamati Rosario Crocetta (presidente della Regione), Nelli Scialabra (assessore alla Formazione professionale), Anna Rosa Corsello (dirigente generale alla Formazione), etc….

Istituzioni che, di fronte alle eclatanti manifestazioni di protesta dei lavoratori, sono rimasti al proprio posto, disertando ogni contatto con i cittadini ribelli e fastidiosi. Tanto c’è sempre un modo per ristabilire l’ordine: affidarsi alle Forze di Polizia. Scegliere la via dello sgombero forzato dei protestanti, anziché quello del dialogo è diventata una caratteristica del Governo Crocetta.

A nostro avviso l’esecutivo regionale ha perso una grande occasione di tendere una mano ai lavoratori, impoveriti da colpe non loro, per ascoltarli e individuare il corretto percorso per una soluzione definitiva della vicenda ‘stipendi’.


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