Formazione: Crocetta e la Corsello hanno trovato il capro espiatorio: l’architetto Michele Lacagnina

IL GOVERNATORE SCONFESSA SE STESSO. PRIMA DEPOTENZIA GLI UFFICI. POI ASSUME PER ISCRITTO L’IMPEGNO A TRASFERIRE ADEGUATO PERSONALE. QUINDI SE LA ‘RIFARDIA’. INFINE, D’ACCORDO CON LA DIRIGENTE GENERALE TUTTO FARE, FA PAGARE IL CONTO A CHI HA SOLTANTO APPLICATO LE DIRETTIVE DELL’AMMINISTRAZIONE. MA LA VERITA’ E’ UN’ALTRA

Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e la dirigente generale tutto-fare del dipartimento Formazione professionale hanno trovato il modo per scaricare le proprie responsabilità su altri. Sono stati loro a bloccare i pagamenti al personale del settore. ma adesso stanno provando a scaricare il peso di una gravissima responsabilità su un dirigente: l’architetto Michele Lacagnina.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti (e sono rintracciabili negli articoli che il nostro giornale scrive da quando si è insediato l’attuale Governo regionale). Prima il Governo Crocetta ha disposto il depotenziamento del dipartimento Formazione professionale. Poi non ha trasferito il personale in sostituzione di chi è stato trasferito. Oggi prova a  scaricare su altri le responsabilità di precise scelte amministrative che, di fatto, hanno ritardato il pagamento agli addetti del settore. 

Così facendo, però, il presidente Crocetta sconfessa se stesso. Bisogna avere il coraggio di dirlo che la responsabilità è in capo al dirigente generale, Anna Rosa Corsello, troppo impegnata, forse, a correre appresso ai tanti incarichi ‘affibbiati’ dal ‘cerchio magico’ dal non accorgersi che gli uffici, da lei governati, sono stati ridotti ai minimi termini, impoveriti di personale e senza un benché minimo stralcio di organizzazione del lavoro.

Al Servizio gestione operavano, prima dell’esautorazione del marzo scorso, quaranta unità. Alle quali si aggiungeva una ventina di professionalità provenienti dall’assistenza tecnica. Da oltre un anno il Servizio gestione, quello che eroga i mandati di pagamento in favore degli enti formativi e, quindi, dei lavoratori, ha operato con complessive cinque unità alle quali da qualche giorno si sono aggiunti altri tre lavoratori che sono in affiancamento.

Questi sono i fatti oggettivi. Riscontrabili. Bene ha fatto il segretario generale della Cisl, Maurizio Bernava, a presentare una denuncia. Perché in questa storia troppe cose non sono il frutto di casualità, ma sono scelte che sono state fatte scientemente.

Un altro dato oggettivo è il fatto che, nonostante la struttura sia stata ridotta al lumicino, nel silenzio del Governo, dell’assessore regionale al ramo, Nelli Scilabra, e della dottoressa Corsello, gli uffici hanno provveduto, tra mille difficoltà, ad erogare pagamenti per 212 milioni di euro a valere sull’Avviso 20/2011.

Oggi il ritardo è legato alla chiusura delle rendicontazioni, la cui responsabilità ricade all’apposito Servizio.

Per il Piano giovani sono stati erogati 83 milioni di euro di finanziamenti relativi all’annualità 2013/2014, ancora in corso di svolgimento. Sul versante del Prof i ritardi sono legati al saldo della sola voce ‘gestione’ per gli anni 2009 e 2010 ed il cinque per cento di pagamenti ancora da effettuare sulla voce ‘personale’,

L’ufficio stralcio, che ha solamente una unità di lavoro, ha chiuso 610 rendiconti effettuando i primi ordini di pagamento che sono ritornati indietro per lo sforamento del patto di stabilità.

Chiediamo al presidnete Crocetta, all’assessore Scilabra e alla dottoressa Corsello: è normale tenere un solo dipendente all’ufficio stralcio?

In merito all’Avviso 19/2011 sono stati erogati 60 milioni di euro e la rimanente parte è legata a pratiche in corso di istruzione.

In questo momento c’è, per esempio, un serio problema sul Piano giovani di sforamento del patto di stabilità che ne impedisce l’erogazione dei finanziamenti agli enti ed il pagamento degli stipendi agli operatori della formazione professionale.

Intanto, sulla polemica innescata dal presidente Crocetta, che anziché esautorare la dottoressa Corsello ha puntato il dito sul dirigente responsabile del Servizio gestione della formazione professionale, è intervenuto Paolo Genco, presidente dell’associazione degli enti formativi Forma Sicilia, esprimendo solidarietà a sostegno di Michele Lacagnina.

Raggiunto telefonicamente, Genco ha dichiarato al nostro giornale: “L’architetto Lacagnina ha fatto le inumane cose, considerato le esigue risorse umane disponibili. Ha la mia solidarietà avendo verificato personalmente come ha operato il suo ufficio, sempre disponibile al dialogo con tutti. Non è più tollerabile che solamente pochi funzionari si occupino di erogare i mandati di pagamento”.

 


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