Formazione 2/ Anfop e Asef dichiarano lo stato di crisi

I DUE ENTI SI APPRESTANO AD AVVIARE LE PROCEDURE DI MOBILITA’ DEI DIPENDENTI IN ASSENZA DI PERCORSI PER GARANTIRE IL LAVORO. E IL GOVERNO REGIONALE? ASSENTE

“Manca una seria e condivisa riforma del settore della Formazione professionale che dia continuità ai comparti dei Servizi e degli Interventi formativi”.

Sono i motivi alla base della dichiarazione dello stato di crisi delle associazioni degli enti formativi Anfop e Asef che rappresentano circa il settanta per cento degli enti inseriti nel “Piano giovani”.

“La dichiarazione dello stato di crisi – hanno precisato Gabriele Albergoni (presidente Anfop) e Benedetto Scuderi (presidente Asef) – è dovuta al fatto che il Governo regionale, ad oggi, non ha proceduto alla elaborazione di una seria riforma del settore condivisa con tutte le parti sociali, né, nel frattempo, a nessuna programmazione delle attività formative e dei servizi che possano consentire agli Enti ed al personale che hanno operato, nel rispetto delle seppur confuse regole, di continuare nell’erogazione di Interventi e Servizi come previsto dalle leggi nazionali e regionali che regolano la materia e, comunque in uso nel resto d’Italia, d’Europa e del mondo”.

Di seguito, pubblichiamo la nota trasmessa dalle richiamate associazioni datoriali Anfop e Asef all’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, alla dottoressa Anna Rosa Corsello, dirigente generale al ramo, alle organizzazioni sindacale di settore ed agli enti gestori associati.

“Preso atto del fatto che ad oggi il Governo regionale non ha dato seguito alla programmazione della terza annualità dell’Avviso 20/2011 ne è stato pubblicato alcun provvedimento alternativo che possa garantire la continuità degli interventi e dei servizi formativi, le scriventi Associazioni datoriali dichiarano lo stato di crisi. Posto che le convocazioni sindacali ai sensi della Legge 223/91 saranno attivate direttamente e singolarmente dagli Enti Gestori, le scriventi Associazioni si rendono disponibili ad incontrare le Organizzazioni Sindacali in indirizzo ed il Governo regionale, qualora fosse necessario ed opportuno applicare altre misure per la gestione dello stato di crisi occupazionale”.


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