Decreto svuota-Carceri, il “No” del sindacato indipendente di Polizia

APPELLO DEL COISP AL PARLAMENTO: “FERMATE QUESTO SCEMPIO. GLI ERRORI DEL GOVERNO NON POSSONO ESSERE FATTI PAGARE AI CITTADINI ONESTI

“Non è giusto. Non è corretto. Non è leale. Non è etico. Non è dignitoso. Non è rispettoso degli italiani onesti. Non è serio. Non si può sforbiciare di netto in maniera così sostanziosa la condanna inflitta con regolare processo a chi evidentemente lo merita secondo l’ordinamento solo nel disperato quanto inutile tentativo di ridurre una falla causata dall’incapacità di affrontare seriamente e adeguatamente il problema degli Istituti di pena. Il Parlamento deve fermare il nuovo scempio rappresentato dall’ennesimo svuota-carceri”.

Per bocca di Franco Maccari, SegretarioGenerale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia lancia un accorato appello nel giorno in cui si discute la conversione in legge del Decreto “Svuota carceri” del Ministro Annamaria Cancellieri, varato dal Governo prima di Natale.

Un provvedimento che, fra l’altro, prevede 75 giorni di riduzione di pena per ogni sei mesi scontati. “Non c’è argomentazione al mondo – insiste Maccari – che possa giustificare quanto previsto in questo Decreto. Le sanzioni che l’Europa può infliggerci per lo stato delle carceri italiane, la funzione positiva degli sconti di pena contro le recidive, le valutazioni sulle condizioni non dignitose in cui si trovano i detenuti, e così via, sono tutte argomentazioni che si basano su questioni reali, ma che sono vergognosamente strumentalizzate per giustificare un fatto preciso: e cioè che saranno le Vittime a pagare l’ennesimo blando sintomatico adottato da un Governo che deve fare ben altro per risolvere questo mastodontico problema”.

“Sono tutte questioni – conclude il Segretario del Coisp – che meritano attenzione, ma mai più del diritto di chi ha subito l’altrui scelta dell’illegalità ad ottenere quella giustizia che la legge dovrebbe garantirgli con norme codificate e poi, di fatto, neutralizzate da interventi improvvidi. La legge impone a noi Operatori delle Forze dell’Ordine ed alla magistratura di lavorare per mettere in carcere determinati soggetti, non si può poi pretendere di cancellare parte di tutto questo con un Decreto che, per l’ennesima volta, un Governo vuole imporre con la questione di fiducia che asservirà un argomento così delicato ed esclusivo come le questioni di Giustizia ai giochi della politica”.


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