Dopo Ferrara e Floridia, stop all’orrore delle corse

Floridia (Siracusa), 3 giugno 2006: il paese è in strada per celebrare la tradizionale festa dell’Ascensione, la piazza è gremita di gente arrivata da tutte le parti per assistere allo storico Palio. I cavalli sono pronti alla partenza, scatta il via e le incitazioni del pubblico accendono gli entusiasmi. Inizia così la corsa ma, dopo pochi secondi, qualcosa accade. Un cavallo scivola rovinosamente ferendosi ad una zampa, diversi uomini accorrono in suo soccorso e, constatando la gravità delle ferite riportate, decidono prontamente di abbattere l’animale sul posto, sotto gli occhi di un pubblico ormai inorridito.

E’ questa la triste cronaca dell’ennesimo caso di pericolosità dei Pali più volte denunciato dalle associazioni animaliste come Lav (Lega Antivivisezione) ed Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali). In lotta da anni contro l’estrema pericolosità delle corse ed i maltrattamenti subiti dagli animali, le due associazioni hanno reso più pressante la loro protesta nei giorni scorsi anche a causa del tremendo incidente avvenuto durante il palio di Ferrara che, precedendo solo di pochi giorni quello nel siracusano, ha provocato la morte di due cavalli che hanno finito la loro ultima corsa sull’asfalto della Piazza Ariostea mentre un terzo veniva ingessato per le gravi ferite riportate. In quel caso degli otto puledri presenti in pista, solo cinque arrivarono al traguardo ancora in vita. Immediate sono quindi scattate le indagini dei Carabinieri del Nas per verificare eventuali ipotesi di maltrattamenti e doping sugli animali.

Dopo gli avvenimenti di Ferrara e Floridia (Siracusa) dunque, le associazioni animaliste si sono scagliate contro le amministrazioni comunali ed hanno indetto diverse petizioni per chiedere l’abolizione delle corse. A spiegare la richiesta di sospendere immediatamente il Palio presentata dalla Lav al prefetto di Siracusa, è stata Marcella Porpora, coordinatrice regionale: “La richiesta d’immediata sospensione è motivata dalle inidonee qualità, stratificazione e modalità di posa del substrato del percorso che costituiscono un elemento di grave pericolo per l’incolumità dei cavalli nonché per fantini, spettatori e addetti”.

In accordo con questa richiesta anche L’Enpa che, rivolgendosi alla città di Ferrara, invita a seguire l’esempio di altri Comuni italiani i quali hanno acquisito ormai da tempo un regolamento che vieta ogni tipo di maltrattamento sugli animali ed hanno quindi sospeso lo storico Palio, evitando ulteriori spargimenti di sangue.


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